sabato 29 giugno 2013

Ma non vedete quello che sta arrivando?

DI TYLER DURDEN zerohedge.com
Troppi segnali per i "prepper" che non sono prep...
 
Sembra che la stragrande maggioranza degli americani sia accecata e non veda quello che sta arrivando.

Non capisce come funziona il nostro sistema finanziario, non capisce quanto sia vulnerabile, e la maggior parte ha una fiducia cieca, come se i nostri leader sapessero esattamente cosa stanno facendo e se fossero in grado di risolvere i nostri problemi. Come risultato, la maggior parte degli americani non sono assolutamente preparati per affrontare la terribile tempesta che ci sta per colpire.

La maggior parte delle famiglie americane sta vivendo alla giornata, spendendo tutto il proprio stipendio, la maggior parte non sta facendo scorte di emergenza e solo una piccola percentuale sta comprando oro e argento come investimento.

Sembra che tutti abbiano già dimenticato quello che è successo nel 2008.

Allora, quando si schiantò il mercato finanziario, milioni di americani persero il lavoro e dato che la maggior parte di loro viveva spendendo tutto quello che guadagnava, in milioni persero anche le loro case. Purtroppo, la maggior parte degli americani sembra convinta che questo non succederà più. In questo momento ci sembra di vivere in una "bolla di speranza" e la gente è diventata molto tollerante. Per un certo periodo andava molto di moda mostrarsi "prepper", ma ora la preoccupazione per l'arrivo di un'altra crisi economica sembra essersi placata. Tragico errore.

Come ho già detto, tutto il nostro sistema finanziario è un gigantesco”Ponzi-scheme” , e ci sono già segnali che i mercati finanziari siano in procinto di implodere un'altra volta.

Tutti quelli che non ha se saranno preparati ad affrontare quello che succederà se ne pentiranno amaramente. Ecco 17 segnali che fanno prevedere che la maggior parte degli americani saranno spazzati via si dovesse arrivare un crollo dell'economia:

1. Secondo un recente sondaggio, il 76% di tutti gli americani sta vivendo solo dello stipendio . Ma la maggior parte degli americani si comporta come se il loro posto di lavoro fosse eterno. La verità è che i licenziamenti di massa possono verificarsi in qualsiasi momento. E’ appena successo a uno dei più importanti studi legali di New York City.

2. Il 27% di tutti gli americani non ha un centesimo di risparmi.

3. Il 46% di tutti gli americani dispone di risparmi inferiori a US$ 800.

4. Meno di uno su ogni quattro americani ha abbastanza soldi per coprire sei mesi di spese.

5. I salari continuano a scendere anche se il costo della vita continua a salire. Oggi, il reddito medio del 90% di chi ha un reddito in America è di solo $ 31.244 e sempre più famiglie americane stanno cercando come arrivare a fine mese.

6. Il 62% di tutti gli americani della classe media dice che ha dovuto ridurre le spese della famiglia nel corso dell'anno passato.

7. Le piccole imprese stanno diventando una specie in via di estinzione in America. In realtà, ormai solo il 7% di tutti i lavoratori non agricoli negli Stati Uniti sono lavoratori autonomi. Questo significa che la stragrande maggioranza degli americani dipende da qualcun altro per procurarsi un reddito. Ma che succederà quando quei posti di lavoro scompariranno ?

8. Nel 1989, il rapporto tra debito e reddito della famiglia media americana era di circa il 58%, oggi arriva al 154%.

9. Oggi, si è arrivati alla più alta percentuale di americani che vive con i sussidi del governo. In effetti, secondo l'US Census Bureau il 49% di tutti gli americani vive in una casa che gode di benefici monetari diretti concessi dal governo federale. E allora che succederà quando il treno del governo, che passando tira caramelle a tutti, arriverà in stazione?

10. Negli anni ‘70 , un americano ogni 50 chiedeva dei buoni pasto. Oggi, circa un americano su 6,5 .

11. Si stima che meno del 10% della popolazione degli Stati Uniti abbia investito in oro o argento.

12. Si stima che ci siano 3 milioni di "preppers" negli Stati Uniti. Ma questo significa che quasi tutti gli altri non sono preparati.

13. Il 44% di tutti gli americani non hanno kit di pronto soccorso in casa.

14. Il 48% di tutti gli americani non ha scorte di emergenza

15. Il 53% di tutti gli americani non ha in casa approvvigionamenti di acqua e cibo non deperibile per tre giorni.

16. Un sondaggio ha chiesto agli americani quanto tempo quanto pensavano di sopravvivere se se mancasse la corrente elettrica per un lungo periodo di tempo. Incredibilmente, il 21% ha detto che sopravviverebbe per meno di una settimana, il 28% per meno di due settimane, ma quasi il 75% ha risposto che morirebbe entro due mesi.

17. Secondo un sondaggio condotto dalla Adelphi University Center for Health Innovation, il 55% degli americani crede che sarà il governo a soccorrerli quando arriverà il disastro.

Solo perché oggi esiste una classe media che ha un comodo stile di vita questo non significa che sarà sempre così.

Se dubitate di questa affermazione, dovreste dare un'occhiata a quanto che sta accadendo in Grecia. Molti genitori che appartenevano alla classe media oggi sono diventati tanto poveri da dover abbandonare i figli in un orfanotrofio per non farli morire di fame ...

Decine di bambini sono stati messi in orfanotrofi e case di cura per motivi economici; una organizzazione di carità ha detto che l’80% dei bambini che vivono nei suoi centri residenziali erano lì solo perché le loro famiglie non potevano più provvedere a loro.

Il 10 % dei bambini greci rischiano di morire di fame. Gli insegnanti pensano di annullare le lezioni di educazione fisica, perché i bambini sono denutriti e vedono i loro alunni raccogliere cibo dai cassonetti.

Se crollerà l'economia americana e perderai il tuo lavoro, come farai a sopravvivere, tu e la tua famiglia?

Tu nella tua famiglia resterete senza casa e dovrete aspettare i sussidi del governo per mangiare ?

Bisogna prepararsi finché c'è ancora tempo. Se non sapete come per prepararvi, il mio articolo intitolato "25 cose che si dovrebbero fare per prepararsi al prossimo collasso economico" dà qualche suggerimento di base, indica decine di ottimi siti web che insegnano gratis tecniche avanzate per prepararsi.

Quindi non ci sono scuse. Voi vi potete fidare che Ben Bernanke e Barack Obama abbiano tutto sotto controllo, ma per quanto riguarda me e la mia famiglia ci stiamo preparando per affrontare la gigantesca tempesta economica che sta arrivando.

Spero che vi prepariate anche voi.


Fonte : http://www.zerohedge.com
Link : http://www.zerohedge.com/node/475692

Traduzione per ComeDonChisciotte a cura di BOSQUE PRIMARO

L'Enigma Keshe.

di Tom Bosco.

Dopo aver degnamente celebrato il passaggio alla Nuova Era con la nostra festa al B&B Espressione Arte del grande Gerry Lafratta, il tanto discusso 21 dicembre 2012, e goduto della magnifica presentazione offertaci in tale occasione dal mitico Jervé, è giunto il momento di tirare le somme sull’affaire Keshe. Seguire i tre convegni di fila organizzati in Italia nei giorni 15-16-17 di questo mese (a Montichiari, Abano Terme e Bologna) è stato un autentico tour de force, per quanto necessario a cercare di capire se ci troviamo davvero di fronte ad una rivoluzione scientifica e tecnologica epocale, oppure ad una bufala ben architettata e sostenuta… ma in tal caso, a vantaggio di chi?

L’ingegner Keshe non è stato di grande aiuto nel cercare di dirimere l’annosa questione: molti dei partecipanti, dopo aver pagato dai 30 ai 50 euro per assistere agli eventi, si aspettavano una dimostrazione pubblica del mitico reattore, o almeno qualche documentazione concreta dei suoi esperimenti, e sono rimasti piuttosto delusi nel sentire e vedere materiale perlopiù disponibile in rete ormai da settimane, se non da mesi, o vedersi propinare alcune sequenze filmate che non mostravano nulla di conclusivo, generando ancor più confusione. Per non parlare poi del “modellino” (o presunto tale) di un reattore, platealmente maneggiato dallo scienziato iraniano con tanto di guanti in lattice…

Paradossalmente, proprio dopo la sua esposizione più riuscita e convincente, almeno secondo me, di quella che è l’infrastruttura teorica della fisica da lui proposta (a Bologna), Keshe si è palesemente innervosito quando gli ho gentilmente fatto notare quanto sopra esposto, evocando le minacce subite dalla sua persona e dai suoi familiari e i pericoli che sta correndo, ricordando i sequestri di materiale subiti dalle autorità del governo belga e della sua stessa persona da quelle canadesi, durante uno scalo in un suo viaggio verso il Messico.

Senza entrare nei dettagli, in varie occasioni ha rilasciato dichiarazioni risultate in alcuni casi palesemente esagerate o quantomeno fuorvianti riguardo a ingegneri italiani che starebbero producendo un prototipo di reattore o aziende nostrane pronte a produrlo in serie. Per non parlare degli enormi problemi logistici e finanziari dei quali si sono fatti carico i vari organizzatori degli eventi, nel gestire un entourage di dieci persone in arrivo da posti diversi presso aeroporti diversi, da sistemare in varie strutture e da spostare a destra e a manca sotto scorta, in una cornice quasi hollywoodiana che sfiorava il grottesco.


A prescindere da questo bizzarro scenario, i sostenitori di Keshe non demordono, in primis l’onorevole leghista Fabio Meroni, che ha coraggiosamente legato le proprie fortune politiche all’implementazione delle tecnologie proposte dall’ingegnere iraniano, presentando ben due interrogazioni parlamentari al governo, peraltro ormai dimissionario. Dunque, nonostante tutte le “stranezze” che circondano l’affaire Keshe, l’impressione è che in mezzo a tanto fumo vi sia anche un po’ di arrosto, come ben documentato da questo articolo di Massimo Mazzucco. Considerando che le applicazioni mediche della sua tecnologia sembrano realmente assai efficaci e verranno definitivamente comprovate dai risultati su alcuni pazienti italiani attualmente in cura presso la sua fondazione, è ragionevole presumere che anche quelle energetiche e antigravitazionali possano funzionare come promesso, malgrado l’annuncio di un rinvio di 45/60 giorni nella consegna dei generatori già prenotati da molti acquirenti che avevano versato l’anticipo richiesto. Nonostante il più che giustificato scetticismo di alcuni “insider” che stanno seguendo da vicino la questione, io ritengo che potremmo presto avere delle sorprese, anche in virtù del fatto che una nuova “fisica del plasma” e le relative applicazioni tecnologiche non sono certo una novità: il pensiero corre all’affascinante e sempre più gettonata teoria del cosiddetto “Universo Elettrico”, o agli esperimenti nazisti con la misteriosa “campana” o, più recentemente, quelli statunitensi col misterioso TR3B Astra.


Insomma, Keshe non avrebbe lavorato su concetti sconosciuti (al contrario, visto che persino vari testi vedici, antichi di svariate migliaia di anni, citano i misteriosi propulsori al plasma di mercurio dei mitici Vimana…), ma potrebbe averli sviluppati e inquadrati in un contesto originale e innovativo, e infine rivelarsi quel catalizzatore che innescherà cambiamenti radicali sotto ogni punto di vista: etico, sociale, scientifico, filosofico, tecnologico…

Memore dei numerosi annunci eclatanti, poi finiti in una bolla di sapone, dei quali sono stato testimone negli ultimi anni (dall’auto volante di Moller ai vari generatori free energy presentati come pronti per la produzione e commercializzazione e di cui non si è saputo più nulla, come l’Orbo della Steorn) rimango estremamente prudente, ma anche speranzoso che quello di Keshe possa essere davvero il punto di svolta che molti di noi auspicano…



fonte: Nexus

venerdì 28 giugno 2013

Il mistero delle Piramidi.


Un articolo di grande interesse sulle Piramidi che apre nuovi spazi ad interpretazioni alternative alla archelogia ufficiale. Se i risultati degli studi e delle scoperte citati venissero confermati, si tratterebbe di una rivoluzione copernicana nell'ambito non solo dell'archeologia, ma della comprensione storica complessiva. Un articolo suggestivo che vale la pena leggere dall'inizio alla fine.                         


 25.000 anni fa, le piramidi come fonte free energy? 

 

Una scoperta monumentale (ottobre 2012) che,  dopo quattro anni di ricerca geo-archeologica globale, per qualche motivo non è riuscita a raggiungere il grande pubblico.
Sono state rilasciate le prove scientifiche a sostegno della teoria che le piramidi, la cui costruzione è stata datata a 25 000 anni fa, sono state utilizzate come fonte di energia.

Il recente studio rivela che, fino ad oggi,  il più grande complesso di piramidi del mondo trasmette raggi di energia, segnali elettromagnetici inspiegabili dalla nostra scienza. Prove schiaccianti, sostenute dalla ricerca scientifica di tutta la comunità archeologica, dimostrano che la nostra storia registrata, riguardo le antiche culture, è sbagliata.

Il dr. Osmanagich ha indagato sulle piramidi di tutto il mondo, tuttavia la sua recente scoperta delle piramidi bosniache a Visoko, è la più notevole. Le sue incredibile scoperte sono violentemente attaccate dai media e dagli scienziati e ricercatori.

La prima cosa che le potenze mondiali fanno quando i loro sistemi di controllo sono minacciati (ma non possono eliminare l’idea) è di creare un sistema di disinformazione per far credere che potenti tecnologie nuove o antiche sono una bufala. Eminenti archeologi hanno tentato campagne diffamatorie sul lavoro del Dr. Osmanagich per paura dell’impatto che le sue scoperte avrebbero sul loro lavoro.

E’ arrivato il momento di riscrivere i nostri libri di storia, ma ci sono così tante divisioni tra il vecchio paradigma di pensiero e il nuovo che i conflitti tra i due campi hanno continuato a causare la regressione nella comprensione della tecnologia antica, anziché il suo avanzamento...




 
Piramidi bosniache. Prendere nota dei fatti seguenti. (Dr. Osmanagich):
1) Queste sono le prime piramidi in Europa
2) Sono le più grandi e le più estese del pianeta
3) I lati cardinali hanno l’orientamento più preciso sul pianeta
4) Il calcestruzzo trovato è migliore di quanto di meglio si trovi disponibile oggi.
5) Sono le piramidi più antiche del pianeta
6) Sotto le piramidi c'è la più vasta rete di tunnel e camere preistorici trovati da sempre
7) In queste gallerie sono stati scoperti enormi blocchi che pesano più di £ 18.000 ( 8165 kg )

La scoperta della Valle bosniaca delle Piramidi cambia la comprensione della storia europea e mondiale per sempre. Questo vale anche per il calcestruzzo più antico e più forte datato e per la più grande rete di tunnel sotterranei e le camere.

La datazione al radiocarbonio conferma che il Complesso di piramidi bosniache risale almeno a 25.000 anni fa. 

Questo è stato rivelato da un team internazionale di scienziati guidati dal dottor Sam Osmanagich. 

Scoperto nel 2005, il sito di Piramidi bosniache del “Parco Archeologico del Sole”, che ospita la più grande piramide del mondo, ora è il sito archeologico più attivo del pianeta. I risultati del gruppo rivelano anche un raggio di energia, di diametro di 13 metri che trasmette un segnale elettromagnetico inspiegabile misurato a 28 kilohertz proveniente dal centro della Piramide del sole. Questo fenomeno è stato confermato in modo indipendente dal fisico Dr. Slobodan Mizdrak, Ph.D. dalla Croazia, il professor Paolo Debertolis, antropologo presso l’Università di Trieste in Italia, ingegnere del suono Heikki Savolainen dalla Finlandia e ingegnere GoranMarjanovic ingegnere di elettricità dalla Serbia.
La teoria di Dr. Osmanagich è che quel raggio di energia fu il motivo per quale le piramidi sono state costruite, per fornire a antiche civiltà una potente fonte di energia pulita. 

Questa è già una teoria ampiamente supportato dal libro “The Giza Power Plant” di Christopher Dunn pubblicato nel 1998. La Piramide bosniaca del Sole è di 30% più grande della più grande piramide di Giza e recenti scavi hanno portato alla luce un vasto sistema di labirinti sotterranei preistorici, ulteriori prove a sostegno della teoria della centrale elettrica.
E' possibile che il sistema energetico fondato sui combustibili fossili che oggi utilizziamo sarebbe potuto essere evitato se l’opera dell'inventore Nicola Tesla sull’energia libera non fosse stato soppresso? (1856-1943) I metodi di energia libera brevettati di Tesla sono state respinti a causa della loro incapacità di essere misurato e monetizzato. ”Abbiamo urgente bisogno di cambiare il punto di vista sbagliato che i nostri antenati erano primitivi e di accettare che avevano una conoscenza avanzata sul tessuto della natura e dell’universo, proprio come Nikola Tesla, le cui idee sono state soppresse in quanto non si adattano al modello economico imperante, “afferma Philip Coppens, autore e giornalista investigativo. 

“Le piramidi sono la prova che i nostri antenati sapevano e hanno lavorato con una tecnologia energetica che ora siamo finalmente in grado di misurare, ma non ancora pienamente compresa”. Coppens, insieme a Klaus Dona di Austria e decine di relatori hanno partecipato alla Conferenza Internazionale sulle  Piramidi della Bosnia a Sarajevo, Bosnia-Erzegovina, che si tiene ogni anno per rilasciare i risultati al pubblico.


Osmanagich ha beneficiato dell'aiuto di una serie di esperti in vari campi che sono venuti a vedere le piramidi bosniache, e anomalie di misura ad essi associati. Era anche presente il noto scienziato inglese e inventore Harry Oldfield, che ha utilizzato un sistema speciale di ripresa per fotografare la presunta onda elettromagnetica (EM) in prossimità della Collina Visocica.

Le strutture piramidali che sono state costruite in Bosnia e in tutto il mondo più di 10.000 anni fa non possono essere replicate dalla scienza moderna e dalla tecnologia nel 21 ° secolo e non c’è spiegazione nella nostra storia su chi potesse averle costruite .


“Ci rendiamo conto che questo posto cambia la nostra conoscenza della storia e come tale le risultanze dovranno sopportare il duro scrutinio. Il nostro team scientifico interdisciplinare utilizza con attenzione la legittima metodologia della ricerca scientifica, spesso con prove testate da due o più laboratori separati “, ha spiegato il dottor Osmanagich, PhD. ”Nonostante un certo scetticismo iniziale, ora abbiamo un team mondiale di centinaia di leader del pensiero in numerose discipline scientifiche tra cui archeologi, geofisici, ingegneri chimici, fisici, ingegneri elettrici, e matematici in grado di raccogliere prove scientifiche per trovare le risposte.”

Caratteristiche geometriche delle piramidi

Sulla base di numerosi sorvoli aerei e dalle immagini spaziali della Piramide bosniaca del Sole, diventa evidente che le caratteristiche geometriche presenti con tre lati presentano la forma geometrica di un triangolo. Anche se tali elementi si presentano in natura, seppur raramente, una forma precisa è raramente replicata su lati opposti di un cumulo. In questo caso, due lati sono triangoli equilateri, con i lati ben definiti. Immagini satellitari del territorio nella parte centrale della Bosnia-Erzegovina (Landsat, Radarsat, Hyperion, Ikonos, per gentile concessione del Dott. Amer Smailbegovic), hanno indicato che ci sono cinque colline che mostrano apparenti anomalie geospaziali di cui due o più parti sono triangolari. Tutte queste colline presentano i lati triangolari e alcuni hanno elementi di gradini con caratteristiche dettagliate sui lati, e terrazze piatte sulla parte superiore. Nel caso della Piramide bosniaca del Sole, tre su quattro facciate mostrano evidenti caratteristiche geometriche. Una evidenza geologica non è indicativa delle irregolarità significative o processi di glaciazione nella zona che altrimenti influenzerebbero l’esistenza, la geometria e la struttura di queste facciate.



Perfetto orientamento – lati cardinali del mondo
Le misurazioni effettuate dall’Istituto Geodetico della Bosnia-Erzegovina indicano che i lati della Piramide bosniaca del Sole (BPS) sono esattamente allineati con i punti cardinali del mondo (Nord-Sud, Est-Ovest); è una delle caratteristiche spesso notata per le piramidi esistenti in Egitto, Perù, Guatemala o in Cina. Il lato nord della BPS è orientato verso il  nord stellare (come la Grande Piramide d’Egitto), in parallelo con la posizione della Stella Polare.

Analisi geologico-sedimentarie





I risultati dei carotaggi, test di affondamento e di scavo limitato effettuati in agosto e ottobre del 2005, proseguiti nel 2006 e 2007, hanno confermato le precedenti osservazioni e hanno rivelato che la superficie delle piramidi è composta da strati di arenaria e blocchi di breccia  che sono stati trasformati e / o tagliati manualmente per adattarsi alle dimensioni richieste. Il legante trovato tra i blocchi di arenaria suggerisce la presenza di un “clastica breccia”, un conglomerato multicolore composta di ghiaia, pietra arenaria e scisto con una matrice connettivale o cemento composto da particelle di carbonio di sabbia di quarzo, feldspato e scaglie di mica. I lati piatti dei blocchi, la zona di contatto e il legante sono chiaramente visibili. Ulteriori informazioni dettagliate della linea di contatto tra i due blocchi di arenaria hanno rivelato che i blocchi sono stati trattati manualmente sottostante e che la superficie era piatta e liscia, con legante applicato successivamente alla superficie.

Triangolo equilatero di tre piramidi principali





Le tre piramidi principali della Valle bosniaca formano un triangolo equilatero. L’Ufficio catastale dalla contea di Visoko ha eseguito delle misure GPS delle colline e ha stabilito che tutti gli angoli sono simmetrici (60 gradi). Le loro misurazioni hanno mostrato che le distanze tra i tre colli sono uguali (circa 2,2 km) con errore inferiore al 2%, verificando le strutture artificiali.

La geometria, la forma, l’orientamento, i materiali di costruzione – tutto prova la pianificazione e l'esecuzione perfetta del complesso.

Piramide del Sole Bosniaca 





La Piramide bosniaca del Sole, con i suoi 220 metri di altezza, è la più grande del mondo. E' completamente coperta da terreno e vegetazione. Durante gli anni 1950 e 1960, il governo locale ha organizzato l'attività di piantagione i alberi. Gli alberi sono riusciti a crescere solo nella metà inferiore della piramide. Lo spessore del terreno sui lati occidentale, settentrionale e orientale della piramide varia dalla parte superiore (20 cm) a quella inferiore (1,5 metri). Ciò è dovuto all’erosione. Il lato sud, che sembra essere danneggiato, ha uno strato di terreno di 3-6 metri. Questo è il motivo per cui questo lato ha perso la sua regolarità. C'è una prova materiale fisica nelle forme e alcuni monoliti  ben conservati di pietra sono stati rinvenuti durante la campagna geo-archeologica nel 2006-2008 e ancora in corso.


Un radar del satellitare ha penetrato la superficie del lato settentrionale della Piramide bosniaca del Sole di quattro metri. Linee nere dritte mostrano sotterranei – sotto-strutture piramidali. Alcuni di loro si intersecano a 90 gradi.




Piramide della Luna Bosniaca



Con la sua altezza di 190 metri, la Piramide bosniaca della Luna è la seconda più grande al mondo: accanto alla Piramide bosniaca del Sole (220 metri) e superiore alla Grande Piramide di Cheope di Egitto (148 metri). È una piramide a tre lati con il plateau proveniente da Est, che porta alla sommità della struttura. Le altre facciate (nord, ovest, sud) corrispondono ai punti cardinali. Per la costruzione di questa piramide, lastre di arenaria e tegole sono stati utilizzati insieme all’argilla come materiale costruttivo.




Lo studio sul campo archeologico della Piramide bosniaca della Luna mostra che sotto gli strati di terra e legno esiste un enorme pietra / argilla struttura, a tre lati “a schiera” con strada lastricata proveniente da est.

Una rete di tunnel sotterranei

Gli esempi dei principali complessi piramidali in tutto il mondo dimostrano che sotto le piramidi, sono stati costruiti dei passaggi sotterranei e camere. E' il caso delle piramidi di Giza (gallerie collegano le piramidi, sfinge, Nilo), Teotihuacan (metropolitana allargata a 4 camere grotta con passaggi), Passo piramide a Saqqara (metropolitana “labirinto”), la Cina (tunnel sotterranei costruiti in pietra arenaria, mattoni e argilla), Tenerife (grotta-tunnel in Guimar). 






Numerosi reperti di campo suggeriscono che una vasta rete di tunnel esiste nella Valle bosniaca delle Piramidi. Si ipotizza (Principal investigator Semir Sam Osmanagich) che il sistema di tunnel collega tutti gli oggetti colossali, pozzi d’acqua e altre strutture importanti. Gli scavi in ​​corso hanno già evidenziato il ritrovamento di diverse forme di monoliti nei tunnel. Centinaia di metri di gallerie sono coperte da supporto in legno. I tunnel non possono essere pozzi minerari; nessun attrezzo, presenza di carbone, argento, oro o qualsiasi altro materiale sono stati ritrovati e sembrano molto più vecchi dell'epoca medievale o romana.
Il fisico Dr. Anna Pazdur della Slesia Università in Polonia ha annunciato, in occasione della conferenza stampa a Sarajevo nell’agosto del 2008, che un grande numero di reperti archeologici era stato trovato nel corso dei quattro anni di scavi. Ulteriore conferma che i tunnel sotterranei sembrano essere una grande rete artificiale dai tempi preistorici. I campioni di carotaggio dalla Piramide bosniaca del Sole e del tumulo Vratnica  hanno dimostrato le proprietà del migliore calcestruzzo (analisi da Istituto dei materiali dell’Università di Zenica, Bosnia e Istituto di Ingegneria Civile dell’Università di Sarajevo, Bosnia)
La prima Conferenza Internazionale scientifica sulla Valle bosniaca delle Piramidi si è tenuta a Sarajevo il 25-30 agosto 2008. Più di 50 esperti provenienti dall'Egitto (20 archeologi leader, geologi ed egittologi,), la Cina, l’Arabia Saudita, Russia, Polonia, Croazia, Regno Unito, Austria, Bosnia e Montenegro hanno concluso / consigliato


(1) che la Valle bosniaca delle Piramidi è “un importantissimo luogo archeologico che richiede ulteriori ricerche pluridisciplinari,”

(2) che la “Seconda Conferenza scientifica si dovrà tenere tra due anni con specialisti delle piramidi provenienti da tutto il mondo”

(3) “che il Centro Studi Piramide deve essere stabilito a Sarajevo” e raccomandato:

(4) che “un corso archeologico a livello di laurea è da stabilire nelle università bosniache come supporto per la BosnianValley del progetto Piramidi.” –
Docente di archeologia classica presso l’Università di Alessandria Dott. Mona Haggagcalled a detto che tale scoperta “sta scrivendo nuove pagine nella storia europea e mondiale".

Fonte: risvegliodiunadea.altervista.org (N d C : sono state effettuate alcune correzioni di traduzione)
fonte secondaria:  La Crepa nel Muro

ONU: Israele ha torturato e violentato 7 mila bambini palestinesi.

La notizia è clamorosa, soprattutto perché proviene dall’ONU, che finora non aveva mai preso posizioni così forti nei confronti dei crimini israeliani. Numeri non esagerati, però, se si considera che uno studio israeliano di 5 anni fa, pubblicato sul quotidiano Haaretz, rendeva noto che in Israele una donna su sette e un uomo su undici sono stati vittime di incesti familiari. Fanno riflettere, purtroppo, anche i numerosi casi di pedofilia registrati all’interno delle scuole talmudiche. Da notare che si tratta dello stesso Israele che sostiene attualmente i ribelli dell’Esercito Libero Siriano (contro Assad), cioè quei ribelli che Vladimir Putin ha denunciato al G8 per aver addirittura mangiato gli organi di soldati siriani appena sventrati. A chi vogliamo continuare ad affidare le sorti del mondo?

L’Onu contro Israele: violenta e tortura i bambini palestinesi

Un dossier del Consiglio per i Diritti Umani dell’Onu accusa lo stato d’Israele di torturare, violentare e minacciare i bambini palestinesi, tra le vittime preferite dell’esercito.

- Redazione- 25 giugno 2013 – Continuano a considerarla la “unica democrazia del Medio Oriente”, dimenticandosi di tutto il dolore che Israele infligge nei confronti di coloro che fanno parte del suo popolo. Africani fuggiti dalle guerre civili e sbarcati nei territori ebrei, ma, soprattutto, ovviamente, palestinesi.

È quasi possibile effettuare un elenco delle vessazioni e delle ingiustizie a cui i palestinesi sono quotidianamente sottoposti da parte di quel popolo che li ha scacciati dalla loro terra e che ora li segrega e punisce. Sono violenze così abituali che non fanno quasi più orrore; ce le si dimentica, le si sottovaluta. L’ultimo dossier delle Nazioni Unite, però, potrebbe riaccendere l’attenzione internazionale e permettere al mondo intero di comprendere ciò che i palestinesi, anche più piccoli, devono costantemente subire.

Nel dossier stilato dal Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite e pubblicato alcuni giorni fa, viene espressa infatti una “profonda preoccupazione circa i maltrattamenti e le torture ai bambini palestinesi arrestati, processati e detenuti da parte della polizia e dei militari israeliani”. Lo stato di Netanyahu si è macchiato di orribili crimini, abusando dei bambini con torture, isolamento carcerario, minacce di morte e violenze sessuali. Bambini che, nella stragrande maggioranza dei casi, non hanno raggiunto ancora neanche l’età adolescenziale.

I piccoli verrebbero arrestati durante incursioni notturne nei territori palestinesi. Bendati, ammanettati e rapiti, quando non sono utilizzati come scudi umani negli scontri a fuoco, vengono trasferiti in centri di detenzione senza che i genitori possano saper nulla sulla loro sorte. Nelle prigioni vengono stuprati e picchiati, sottoposti a violenze psicologiche senza fine, privati di cibo e acqua con l’unico intento di far loro confessare qualche crimine, seppur mai realmente compiuto. Così che, i piccoli, cedono, e ammettono qualsiasi reato, finendo, per tanto, condannati.
Nelle carceri israeliane, di minori palestinesi, ve ne sarebbero circa 7mila, dai 9 ai 17 anni. La media di arresti è di due al giorno.

Da quanto emerge dal dossier, la maggior parte dei prigionieri bimbi viene fermata con l’accusa di aver lanciato pietre alle vetture dei soldati israeliani o ai coloni, un reato, questo, punibile con vent’anni di carcere.


Fonte secondaria: Nexus

giovedì 27 giugno 2013

Cina e Russia comprano oro, sbarazzandosi dei dollari USA.


Vi sono le prove che le banche centrali di varie regioni del mondo stiano costituendo le loro riserve auree. Ciò che viene pubblicato sono gli acquisti ufficiali. Ma la gran parte degli acquisti di lingotti d’oro delle banche centrali, non vengono resi noti. Vengono effettuati tramite imprese di terze parti contraenti, e con la massima discrezione. 

I depositi o gli strumenti del debito in dollari statunitensi, vengono in effetti negoziati in oro, mettendo a sua volta sotto pressione il dollaro statunitense. A loro volta la Cina e la Russia hanno aumentato la produzione nazionale di oro, una gran parte della quale è stata acquistata dalle rispettive banche centrali: “Da tempo si ritiene che la Cina stia costituendo di nascosto le sue riserve di oro attraverso l’acquisto della propria produzione locale. La Russia è un altro importante estrattore d’oro, dove la banca centrale acquista l’oro da un altro ente statale, la Gokhran, il braccio del marketing e deposito centrale della produzione di oro del paese. Ora viene riferito da Bloomberg che il direttore della Banca centrale del Venezuela, Jose Khan, ha detto che il paese vuole aumentare le proprie riserve di oro attraverso l’acquisto di più della metà dell’oro prodotto delle miniere d’oro dell’industria mineraria nazionale in rapida crescita. In Russia, per esempio, Gokhran ha venduto circa 30 tonnellate di oro alla Banca Centrale, nell’ambito dell’esercizio contabile interno, alla fine dell’anno scorso. In parte, così si diceva al momento, era stata fatta una vendita diretta, invece di mettere il metallo sul mercato, danneggiando forse il prezzo dell’oro. La Cina è attualmente il più grande produttore mondiale di oro e lo scorso anno ha confermato di aver aumentato le proprie riserve auree della Banca centrale di oltre 450 tonnellate nel corso degli ultimi sei anni.”

Mineweb.com – Il più importante sito sulle miniere e gli investimenti minerari del Mondo Venezuela taking own gold production into Central Bank reserves – GOLD NEWS, Mineweb
 
Il dato sulle 450 tonnellate corrisponde all’aumento delle riserve auree della banca centrale da 600 tonnellate nel 2003, alle 1054 tonnellate nel 2009. Se ci basiamo sulle dichiarazioni ufficiali, le riserve cinesi di oro aumentano di circa il 10 per cento all’anno. La Cina è divenuta la nazione con la più grande produzione d’oro in tutto il mondo, con circa 270 tonnellate. L’importo dell’acquisto da parte del governo appariva inizialmente di 90 tonnellate all’anno, o poco meno, 2 tonnellate a settimana. Prima del 2003, la banca centrale cinese annunciava che le riserve d’oro erano raddoppiate a 600 tonnellate, come indicato per gli acquisti corrispondenti prima di tale data. Perché  un importo così piccolo, ci si può chiedere? Pensiamo che le questioni locali e nazionali offuscano la visione della banca centrale, mentre il governo acquista oro dal 2003, e che ora ha messo a bilancio della banca centrale. Quindi possiamo concludere che il governo centrale si è garantito che la banca continui ad acquistare l’oro.
How will Chinese Central Bank Gold Buying affect the Gold Price short & Long-Term?”, Julian Phillips, FSO Editorial, 05/07/2009.

Russia
La banca centrale della Russia ne detiene oltre 20 milioni di once (gennaio 2010)


Le riserve della Banca Centrale della Russia sono aumentate notevolmente negli ultimi anni. La BCR ha riferito, nel maggio 2010, l’acquisto di 34,2 tonnellate di oro in un solo mese. Russian Central Bank Gold Purchases Soar In May – China Too? | The Daily Gold
Lo schema seguente mostra un aumento significativo degli acquisti mensili da parte della RCB dal giugno 2009.

Le Banche centrali del Medio Oriente stanno costituendosi le loro riserve auree, riducendo al contempo il possesso di depositi in dollari. Le riserve auree degli stati del GCC sono inferiori al 5 per cento: “Gli economisti del Dubai International Financial Authority Center hanno pubblicato un rapporto che chiede agli Stati locali di costituire riserve d’oro, secondo The National. Nonostante l’elevato interesse nell’oro, gli Stati del GCC controllano meno del 5 per cento delle riserve totali in oro. Rispetto alla BCE, che detiene il 25 per cento delle riserve in oro, vi è molto spazio per una crescita.


I Paesi del GCC dovrebbero aumentare le loro riserve di oro per aiutare a proteggere i loro miliardi di dollari di attività dalle turbolenze nei mercati valutari globali, dicono gli economisti della Dubai International Financial Centre Authority (DIFCA). Diversificare le loro riserve in dollari USA con il metallo giallo, potrebbe contribuire ad offrire alle banche centrali i rendimenti d’investimento più elevati della regione, dicono il dottor Nasser Saidi, capo economista della DIFCA, e il dottor Fabio Scacciavillani, direttore per la macroeconomia e statistica presso la stessa autorità. “Quando si ha a che fare con una grande incertezza economica, passare agli asset di carta, qualunque essi siano – azioni, obbligazioni, altri tipi di capitali – non è attraente“, ha detto il dottor Saidi. “Questo rende l’oro più attraente.” Il calo del dollaro negli ultimi mesi, ha intaccato il valore dei proventi del petrolio del GCC, prevalentemente ponderati con il biglietto verde. GCC urged to boost gold reserves. (The National)

Secondo quanto riporta il Quotidiano del Popolo; “Le ultime classifiche delle riserve auree mostrano che, a partire da metà dicembre, gli Stati Uniti rimangono al vertice mentre la Cina continentale è al sesto posto, con 1054 tonnellate di riserve, come ha annunciato di recente il World Gold Council. La Russia è salita all’ottavo posto perché le sue riserve auree sono aumentate di 167,5 tonnellate dal dicembre 2009. La top ten del 2010 rimane la stessa, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Ma l’Arabia Saudita è uscita dai primi 20. Paesi e regioni in via di sviluppo, tra cui l’Arabia Saudita e il Sud Africa, sono diventati l’elemento principale che trascina l’incremento delle riserve auree. …. Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) e la Banca centrale europea sono i venditori d’oro più importanti, e le riserve auree del FMI sono diminuite di 158,6 tonnellate”.

Si dovrebbe comprendere che gli acquisti effettivi di oro fisico non sono l’unico fattore per spiegare l’andamento dei prezzi dell’oro. Il mercato dell’oro è segnato dalla speculazione organizzata dalle grandi istituzioni finanziarie. Il mercato dell’oro è caratterizzato da numerosi strumenti cartacei, fondi indicizzati dell’oro, certificati sull’oro, derivati OTC sull’oro (comprese opzioni, swap e forward), che svolgono un ruolo importante, in particolare nel breve termine, sull’andamento dei prezzi dell’oro. Il recente aumento e il successivo calo dei prezzi dell’oro, sono il risultato di una manipolazione da parte di potenti attori finanziari.



Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora
Fonte:  SitoAurora
Articolo orginale: Globalresearch.ca

mercoledì 26 giugno 2013

Libia, cosa aveva raggiunto e cosa è stato distrutto.


“Non c’è un domani” sotto la ribellione di Al Qaeda sponsorizzata dalla NATO.
 
Mentre si insediava un governo ribelle “a favore della democrazia”, il paese è stato distrutto.

Contro il fondale di una guerra di propaganda, i successi economici e sociali della Libia degli ultimi trent’anni hanno brutalmente mutato direzione:

La [Jamahiriya Araba Libica] aveva un alto livello di vita e un robusto apporto calorico pro capite, pari a 3144 chilocalorie. Il paese ha fatto passi avanti in campo sanitario e, dal 1980, i tassi di mortalità infantile sono calati da 70 a 19 nascite su 100.000 nel 2009. L’aspettativa di vita è passata da 61 a 74 anni nello stesso lasso di tempo (FAO, Roma, Lybia, Country Profile).

Secondo i settori della “sinistra progressiva” che hanno appoggiato il mandato R2P della NATO, per non parlare dei terroristi che sono senza riserve considerati e “Liberatori”:
“L’umore in tutta la Libia, in modo particolare a Tripoli, è assolutamente quello di un sentimento euforico. La gente è incredibilmente eccitata di ricominciare da capo. C’è un senso di rinascita, l’impressione che le loro vite stanno iniziando di nuovo.” (DemocracyNow.org, 14 settembre 2011).

“Ricominciare da capo” dopo la distruzione?

Paura e disperazione, incommensurabili morti e atrocità, ampiamente documentate dai media.

Niente euforia… È avvenuto un rovesciamento storico dello sviluppo sociale ed economico. Le conquiste sono state azzerate.

In Libia l’invasione della NATO e l’occupazione hanno segnato la “rinascita” degli standard di vita rovinosi. Questa è la verità vietata e non detta: un’intera nazione è stata destabilizzata e distrutta, il suo popolo costretto alla povertà abissale.

L’obbiettivo dei bombardamenti della NATO sin dall’inizio era di distruggere i livelli di vita della nazione, la struttura sanitaria, le sue scuole e gli ospedali, il sistema di distribuzione dell’acqua.

E poi “ricostruire” con l’aiuto di donatori e creditori al timone del FMI e della Banca Mondiale.

I diktat del “libero mercato” sono una precondizione per l’istituzione dei una “dittatura democratica” di stile occidentale.

Circa 90.000 missioni, di cui decine di migliaia su obbiettivi civili, zone residenziali, edifici governativi, impianti per la fornitura di acqua ed elettricità (vedi Comunicato della NATO, 5 settembre 2011. 8140 missioni dal 31 marzo al 5 settembre 2011).

È stata bombardata un’intera nazione con gli armamenti più avanzati, anche con le munizioni rivestite di uranio.

Già in agosto l’UNICEF aveva avvertito che i massicci bombardamenti della NATO delle infrastrutture idriche della Libia “avrebbero potuto provocare un’epidemia senza precedenti” (Christian Balslev-Olesen dell’Ufficio per la Libia all’UNICEF, Agosto 2011).

Nel frattempo gli investitori e i donatori hanno trovato la propria collocazione. “La guerra fa bene agli affari”. La NATO, il Pentagono e le istituzioni finanziarie internazionali con sede a Washington operano in modo coordinato. Quello che in Libia è stato distrutto verrà ricostruito finanziato da creditori stranieri sotto l’egida del “Washington Consensus”:
Specificamente alla Banca [Mondiale] è stato chiesto di valutare le necessità per le riparazioni e la ricostruzione dei settori dei servizi idrici, energetici e dei trasporti [bombardati dalla NATO] e, in cooperazione con il Fondo Monetario Internazionale, di sostenere una preparazione del bilancio [misure di austerità] per aiutare il settore bancario a rimettersi in piedi [la Banca Centrale Libica è stata uno dei primi edifici governativi a essere bombardato]. La creazione di lavoro per i giovani libici è da considerarsi una necessità urgente che la nazione deve affrontare.” (World Bank to Help Libia Rebuild and Deliver Essential Services to Citizens).

I risultati dello sviluppo libico

Qualunque opinione che si possa avere di Gheddafi, il governo libico post-coloniale ha svolto un ruolo fondamentale per eliminare la povertà, per migliorare la salute della popolazione e per sviluppare le strutture per l’educazione. Secondo la giornalista italiana Yvonne de Vito, “diversamente da altre nazioni che hanno avuto una rivoluzione, la Libia viene considerata la Svizzera del continente africano, è molto ricca e le scuole sono gratuite. Gli ospedali sono gratuiti. E le condizioni delle donne sono molto migliori rispetto ad altri paesi arabi.” (Russia Today, 25 agosto 2011).

Questi risultati sono in netto contrasto con quello che le nazioni del Terzo Mondo sono riuscite a “raggiungere” sotto la “democrazia” e il “governo” di stile Occidentale nel contesto standard dei Programmi di Aggiustamento Strutturale del FMI e della Banca Mondiale.

Cura della salute

La cura della salute in Libia prima dell’”intervento umanitario” della NATO era la migliore in Africa. “La tutela della salute è [era] a disposizione di tutti i cittadini senza costi applicati dal settore pubblico. La nazione si fregia del più alto tasso di alfabetizzazione e di iscrizione alle scuole del Nord Africa. Il governo sta [stava] incrementando in modo sostanziale i fondi per lo sviluppi dei servizi sanitario (OMS, Libya, Country Brief).

Come confermato dalla Food and Agriculture Organization (FAO), la malnutrizione era meno del 5%, con un apporto calorico giornaliero pro capite di 3144 chilocalorie (i dati sull’apporto calorico indicano la disponibilità e non il consumo).

La Jamahiriya Araba Libica forniva ai suoi cittadini quello che viene negato a molti statunitensi: l’assistenza sanitaria gratuita e l’educazione gratuita, come confermato dall’OMS e dall’UNESCO.

Secondo l’OMS, l’aspettative di vita alla nascita era di 72,3 anni (2009), tra le più alte del mondo sviluppato.

Il tasso di mortalità al di sotto dei cinque anni è calato dal 71 per mille nel 1991 a 14 per mille nel 2009. Vedi Libyan Arab – HEALTH & DEVELOPMENT.

Informazioni generali sulla Jamahiriya Araba Libica
Dati del 2009:

Popolazione totale 6.420.000
Tasso di crescita della popolazione (%) 2,0
Popolazione 0-14 anni (%) 28
Popolazione rurale (%) 22
Tasso di fertilità totale (nascite per donna) 2,6
Tasso di mortalità infantile (per mille nascite) 17
Aspettativa di vita alla nascita (in anni) 75
PIL pro capite in dollari US 16.502
Crescita del PIL (%) 2,1
Interessi sul debito in % al GNI 0
Bambini in età di scuola primaria che non vanno a scuola(%) 2,0 (1978)

Fonte: UNESCO, Libya, Country Profile

Aspettativa di vita alla nascita (anni)Aspettativa di vita maschile alla nascita (anni)Aspettativa di vita femminile alla nascita (anni)Nati sottopeso (%)Bambini sotto peso (%) Tasso di mortalità perinatale ogni 1000 nati
Tasso di mortalità neonatale
Tasso di mortalità infantile (per 1000 nati)
Tasso di mortalità sotto i 5 anni (per 1000 nati vivi)
Tasso di mortalità materna (ogni 10.000 nati vivi)
72,370,274,94,04.8 19.0
11,0
14,0
20,1
23,0


Educazione

Il tasso di alfabetizzazione degli adulti era dell’89% (2006, 94% per i maschi e 83% per le femmine). Il 99,9% degli adulti è alfabetizzato (dati UNESCO 2006, vedi UNESCO, Libya Country Report).

I dati delle iscrizioni alla scuola primaria era del 97% per i ragazzi e del 97% per le ragazze (vedi le tabelle dell’UNESCO).

Il rapporto tra insegnanti e alunni nella scuola primaria della Libia è pari a 17 (dati UNESCO del 1983), il 74% di chi ha finito la primaria viene iscritto alla secondaria (dati dell’UNESCO del 1983)

Analizzando dati più recenti, che confermano un incremento significativo delle iscrizioni scolastiche, il Tasso di Iscrizione Lordo (GER) nelle scuole secondarie era del 108% nel 2002. Il GER indica il numero di alunni iscritti a un dato livello scolastico senza considerare l’età espresso con la percentuale della popolazione nella fascia di età teorica per quel livello di educazione.

Per le iscrizioni alla scuola terziaria (post-secondaria, college e università), il Tasso di Iscrizione Lordo (GER) era del 54% nel 2002 (52 per i maschi, 57 per le femmine).


Diritti delle donne

Per i diritti delle donne i dati della Banca Mondiale mostrano miglioramenti significativi:
In un periodo di tempo relativamente breve, la Libia ha ottenuto l’accesso universale alla formazione primaria, con un’iscrizione lorda pari al 98% per l’educazione primaria e il 46% per quella terziaria. Nello scorso decennio, le iscrizioni femminili sono incrementate del 12% in tutti i livelli di formazione. Nell’educazione secondaria e terziaria, le ragazze superano i ragazzi del 10%.

 Controllo dei prezzi per i generi alimentari essenziali

Nella gran parte dei paesi in via di sviluppo, i prezzi dei cibi essenziali sono saliti alle stelle a causa della deregolamentazione del mercato, l’abolizione del controllo dei prezzi le l’eliminazione dei sussidi per seguire i consigli del “libero mercato” forniti da Banca Mondiale e FMI. Negli ultimi anni gli alimenti basici e i prezzi dei carburanti hanno sempre più alti per gli scambi speculativi sulle maggiori commodity.

La Libia era uno dei pochi paesi del mondo in via di sviluppo che ha mantenuto un sistema di controllo dei prezzi per i cibi fondamentali.

Il presidente della Banca Mondiale, Robert Zoellick, ha riconosciuto nell’aprile del 2011 che i prezzi dei cibi fondamentali era incrementato del 36 per cento nel corso dell’ultimo anno. Vedi Robert Zoellick, Banca Mondiale.

La Jamahiriya Araba libica ha introdotto un sistema di controllo dei prezzi sugli alimenti di prima necessità che ha mantenuto fino allo scoppio della guerra guidata dalla NATO.

Mentre i prezzi degli alimenti nelle vicine Tunisia ed Egitto ha causato le rivolte sociali e il dissenso politico, in Libia il sistema dei sussidi in agricoltura è stato mantenuto in vigore.
Questi sono i fatti confermati da numerose agenzie specializzate delle Nazioni Unite.
“Diplomazia dei Missili” e “Libero Mercato”

La guerra e la globalizzazione sono intimamente collegate. Il FMI e la NATO lavorano in tandem, in accordo ai think tank di Washington.

Le nazioni che sono riluttanti ad accettare i proiettili placcati di zucchero delle “medicine economiche” del FMI saranno eventualmente oggetto di un’operazione umanitaria R2P della BATO.

Déjà Vu? Sotto l’Impero Britannico, la “diplomazia delle cannoniere” era un sistema per imporre il “libero scambio”. Il 5 ottobre 1850 l’inviato inglese nel Regno del Siam, Sir James Brooke, raccomando a Sua Maestà che:
“nel caso in cui queste richieste [per imporre il libero scambio] vengano rifiutate, una forza si paleserà immediatamente per sostenerle nella rapida distruzione delle difese del fiume [Chaopaya]. […] Il Siam potrebbe dover subire una lezione che da tempo sta provocando; il suo governo potrebbe venire rimodellato, un re meglio disposto potrebbe essere insediato al trono e verrebbe stabilita un’influenza nella nazione che sarebbe di estrema importanza per l’Inghilterra” (La Missione di Sir James Brooke, citata in M.L. Manich Jumsai, Re Mongkut e Sir John Bowring, Chalermit, Bangkok, 1970, p. 23).

Oggi lo chiamiamo “cambio di regime” e “Diplomazia dei Missili” che invariabilmente prende la forma di una “No Fly Zone” sponsorizzata dall’ONU. Il suo obbiettivo è quello di imporre la terribile “medicina economica” del FMI a base di misure di austerità e di privatizzazioni.

La Banca Mondiale ha finanziato i programmi per la “ricostruzione” dei paesi distrutti sono coordinati con la pianificazione Stati Uniti-NATO. Vengono invariabilmente formulati prima dell’avvio della campagna militare…

La confisca dei beni finanziari libici

Gli asset finanziari libici congelati oltre oceano sono stimati nell’ordine di 150 miliardi di dollari, con i paesi Nato che ne hanno più di 100.

Prima della guerra la Libia non aveva debiti. All’opposto. Era una nazione creditrice che investiva nella vicine nazioni africane.

L’intervento militare R2P aveva l’obbiettivo di costringere la Jamahiriya Araba Libica in una camicia di forza rendendola una nazione indebitata per il proprio sviluppo, sotto la sorveglianza delle istituzioni basate a Washington.

Con una punta di ironia, dopo aver derubato la ricchezza petrolifera della Libia e aver confiscato i suoi beni finanziari, la “comunità dei donatori” ha promesso di prestare il denaro (rubato) per finanziare la “ricostruzione” post-conflitto.

Il FMI ha promesso altri fondi per 35 miliardi di dollari ai paesi in cui si sono avute le rivolte della Primavera Araba e ha formalmente riconosciuto il consiglio ad interim che è al potere in Libia come un potere legittimo, aprendo la porta a una miriade di prestatori internazionali quando il paese [la Libia] cerca di ricostruirsi dopo una guerra durata sei masi.

Avere il riconoscimento del FMI è importante per i dirigenti temporanei libici dato che permette l’offerta di finanziamenti da parte delle banche internazionali per lo sviluppo e da altri donatori come la Banca Mondiale.

Le dichiarazioni pronunciate a Marsiglia sono giunte solo alcuni giorni dopo che i leader mondiali si erano accordati a Parigi per sbloccare miliardi di dollari in asset congelati [denaro rubato] per aiutare [attraverso prestiti] i governanti ad interim della Libia per ripristinare i servizi vitali e per ricostruire dopo il conflitto che ha posto fine alla dittatura durata 42 anni.

L’accordo finanziario sancito dal G-7 più la Russia ha lo scopo di sostenere gli sforzi per le riforme [gli aggiustamenti strutturali sponsorizzati dal FMI] al termine delle rivolte in Nord Africa e in Medio Oriente.

I finanziamenti sono principalmente sotto forma di prestiti, e non di sovvenzioni, e sono forniti per metà dal G8 e dai paesi arabi, e l’altra metà da vari prestatori e dalle banche per lo sviluppo.


Fonte originale:Global Research
fonte italiana: Nexus Edizioni

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