sabato 16 novembre 2013

Dissertazione sull'amore.



Lo credo.

Fermamente.

Che l’amore non si sceglie, ma è lui che sceglie te.

Ma nell’amore, che non è mai eterno, al contrario passeggero, fugace, come le cose della vita, nell’amore, vive comunque una scelta. Istintiva, ormonica.

E questa scelta è rappresentata da colei (o colui) che si ama. Non in quanto oggetto del desiderio, ma in quanto unicità.

E’ pur vero che non esiste amore senza desiderio, ma non è vero il contrario. E la nostra scelta sta proprio nel capire, intuire, scoprire, che è quello e solo quello l’essere che abbiamo scelto. Perché in quella intuizione, in quella scoperta, c’è tutto il nostro essere uomini. E il non essere uomini, nell’errore.

La scintilla di verità che sgorga da quell’intuizione è talmente importante da restare quasi celata a noi stessi, per non rovinarla, sgualcirla, con i nostri pensieri.

L’amore ci sceglie. Nel senso che nel corso della vita non è il Caso a giocare il ruolo predominante, ma le nostre scelte. E incontriamo le persone che incontriamo, solo grazie alle persone delle quali, con altre scelte istintive, ci siamo circondati nel corso della nostra esistenza.

Percorriamo una strada in cui sapremmo esattamente chi incontreremo, se ne avessimo piena coscienza.

E l’amore, dunque, ci sceglie proprio nel momento in cui scegliamo una di quelle persone che la vita ci ha donato il privilegio di incontrare.

In definitiva, l’amore è un’illusione. La più grande, la più bella, la più indispensabile illusione della nostra esistenza. L’unica capace di dare un senso alla nostra vita.

Perché scegliendo bene, saremo costretti ad amare davvero.

Il nostro più grande dilemma risiede proprio in questo.

 

(Francesco Salistrari)

mercoledì 9 ottobre 2013

Ecco come va veramente l'economia americana.

Di MIKE WHITNEY

counterpunch.org

"Il crollo dei prezzi delle attività mostrano che ormai è cominciata la recessione e anche le scorte ... cominciano a diminuire più di quanto diminuisca il valore degli immobili. Questi sono segnali sufficienti per predire l'arrivo della recessione". come dice un documento del FMI redatto dagli economisti John C. Bluedorn , Joerg Decressin e Marco E. Terrones . Il fatto che i prezzi delle azioni abbi
ano preso una deriva al ribasso, non prova comunque che l'economia sia in recessione. Né serve a dimostrarlo la disfunzione politica (il blocco del governo), né la vendita delle case che non riparte, né la fiducia della gente che è ormai sotto i tacchi, o la disoccupazione che resta tenacemente troppo alta, o l'aumento del livello della povertà estrema, o della dipendenza dei sempre più poveri, dai buoni pasto, o dalla bassa propensione al consumo , o dai salari stagnanti, o dal calo dei redditi della classe media, o dall’aumento delle disuguagòianze sociali.

Sono riusciti a spingere il paese cverso una strada sbagliata e a fargli affrontare tutte le sue priorità a caso, ma non vogliono dirci che incombe una nuova recessione. Anche così, è facile comprendere quanto debbano ancora andar male le cose prima che nell'economia si rifletta veramente tutto lo stato d'animo del paese, che è spietatamente pessimista.

Dire che qualcuno creda in un recupero di Obama sarebbe uno stupido eufemismo. I suoi sostenitori si sentono ingannati, fuorviati e scoraggiati. Obama non è l’uomo del cambiamento che avevano sperato. Ha fatto aumentare i fronti di guerra, ha ridotto i programmi essenziali per la rete di sicurezza, ha graziato i criminali di Wall Street e ha continuato il feroce attacco alle libertà civili. Ha fatto tutto quanto era in suo potere per far aumentare i profitti delle grandi imprese e delle banche, ma non ha mosso un dito per aiutare la gente che lavora.

E i suoi sforzi sono stati ripagati, basta guardare a questi articoli del Huffington Post :

"I profitti delle imprese sono aumentati del 18,6 % l'anno scorso .... oggi veramente, gli utili delle società costituiscono la percentuale di PIL più alta di qualsiasi altro periodo nella storia ...

I salari reali sono diminuiti di quasi il 7% negli ultimi sette anni, secondo i dati raccolti dall' istituto di ricerca PayScale. In altre parole, i lavoratori americani oggi hanno meno potere di acquisto di quanto ne avevano prima della crisi finanziaria ...

Le rivelazioni di PayScale sono solo le ultime di una sfilza di indagini che dimostrano che la lenta ripresa economica non ha fatto bene alla maggior parte di noi. > La disuguaglianza dei redditi negli Stati Uniti è arrivata a un nuovo massimo facendo arrivare a guadagni stellari quell’ 1% della popolazione che è soddisfatto per la stagnazione dei salari che affligge praticamente tutti gli altri. "(I profitti delle imprese sono alle stelle, ma tu non te ne accorgi - Huffington Post )

Certo già sapevate tutto prima, ma ecco qualcosa che forse non sapevate. Sia le imprese che le banche stanno registrando profitti record, i sondaggi della Gallup dimostrano che "la fiducia in tutti e tre i rami del governo federale è scesa nella parte più bassa mai storicamente vista" e contemporaneamente la fiducia “" degli americani nelle banche " è scesa al minimo storico del 18% - . sotto quel minimo toccato al culmine del crollo finanziario globale " ( Gallup ).

Tutto questo vorrà dire che gli amici di Obama si sono spartiti il bottino del furto fatto a quelli che lavorano; questo si può dedurre dal livello di fiducia che dimostrano gli americani.

Gli americani non hanno più fiducia nel governo, non hanno più fiducia nel mercato, non hanno più fiducia nel sistema giudiziario. A poco a poco , questa mancanza di fiducia si trasmetterà nell'economia e i consumatori sempre più diffidenti cominceranno a mettere da parte qualcosa in più dei loro guadagni per proteggersi dalla oligarchia di un governo–corporativo-camorrista. Un rallentamento dei consumi personali avrà un impatto sulle vendite al dettaglio, sui beni durevoli, sulle assunzione e sugli investimenti di capitale .

Farà seccare i germogli verdi che stava mettendo l’economia e la respingerà indietro, in territorio negativo. E mentre questo potrebbe non accadere nel prossimo mese o due, ci sono settori economici che già presentano sintomi di debolezza. Prendiamo, per esempio, le case che, man mano che passa il tempo stanno perdendo sempre più slancio. Ecco uno stralcio da un articolo del Global Economic Intersection:

" Il registro immobiliare registra un chiaro calo della domanda, e forse anche una maggiore motivazione dei venditori ad uscire dal mercato. Il trend segue il modello delineatosi nel 2010 .... ed indica che il mercato immobiliare sta raggiungendo un punto critico dove non servirà nessun altro intervento né della FED né del Governo Federale per dargli ancora un pò di ossigeno. " “(Global Economic Intersection) 

Poi c'è questo brano di “Wells Fargo” sulla fuga degli investitori che sono usciti dal mercato l'anno scorso :

" Il mercato immobiliare si sta muovendo, passando da un rimbalzo guidato, soprattutto da forze speculative verso un altro i cui fondamentali saranno molto più forti” - Nel corso degli ultimi anni gli acquisti degli investitori sono stati il motivo primario per la ripresa del mercato immobiliare, contribuendo a smaltire l’invenduto di proprietà pignorate e di chi non poteva più pagare il mutuo sulla casa, mantenendo così alti i prezzi delle case. Prezzi delle case, che erano crollati fino ad un massimo del 33,7% e che hanno recuperato il 16,3%, sono aumentati del 12,4% negli ultimi 12 mesi. L'altalena dei prezzi esagera l'entità del miglioramento e probabilmente riflette l'effetto a zig-zag prezzi dovuto al crollo del settore" (" Wells Fargo Predicts Market Rebound " DS News)

E qui c'è più da CNBC Realty Check:

" Un potenziale stallo nell’aumento dei prezzi delle casei e un forte calo del numero di proprietà in difficoltà hanno fatto uscire alcuni grandi investitori dal mercato dei piccoli proprietari e degli affitti ...
"Penso che il mercato degli investitori sia in gran parte ormai superato " ha detto Doug Lebd, CEO di Lending Tree alla CNBC . "Si compravano immobili per investimento tre, quattro, cinque anni fa . Quello che sento adesso è un forte rallentamento".
Il fatto che Oaktree Capital Group stia vendendo circa 500 delle sue case, ha fatto scrivere a Och-Ziff Capital che il settore sta ricominciando a tirare. Ma nessuno ha commentato questa notizia. Carrington Mortgage Services, alla fine dell'anno scorso, ha smesso di comprare case pignorate, sostenendo che il mercato era un po "troppo schiumoso”... "(E 'un business non è un mestiere- CNBC) 

Credevamo che gli speculatori alla fine sarebbero usciti dal mercato , ma non pensavamo che sarebbe successo così velocemente. Questa notizia dovrebbe scuotere l'amministrazione e far sudare freddo la FED perché la ripresa della corazzata immobiliare è l'unico settore che stava mostrando miglioramenti. Una caduta della domanda si dovrebbe vedere dai dati delle vendite di ottobre, e questo metterà più pressione sulla FED per far aumentare i suoi acquisti di titoli garantiti dai mutui (MBS ), anche se si vedono spuntare bolle ovunque nei mercati finanziari.

Anche se Mohamed El – Erian, di Pimco, ha recentemente detto in una intervista a Bloomberg "Praticamente ogni mercato si muove a livelli artificiosi ", mentre gli investitori si stanno "prendendo più rischi di quanto sia giustificato".

A parte i livelli storici di indebitamento marginale e la follia del "buyback" delle proprie azioni, ci sono anche segni di bolle in arrivo sui redditi fissi e sui titoli spazzatura . Diamo un'occhiata a queste note di Reuters :

"Il piccolo risparmio continua ad inondare i fondi-di-credito, segnando la 66° settimana di pesanti afflussi, secondo i dati di Lipper. I fondi di credito hanno raccolto US$ 1,3 miliardi nella settimana conclusasi il 18 settembre, durante la quale la FED ha sorpreso i mercati con il suo piano per continuare ad acquistare 85 miliardi dollari di obbligazioni settimanali, mantenendo tassi bassi e stimolando la crescita economica .

Gli afflussi dei fondo di credito hanno accelerato durante l'estate per la speranza che la banca centrale USA stesse per ridurre gli acquisti di obbligazioni, continuando ad aumentare i tassi di interesse. Le emissioni di obbligazioni di prestito garantite ( CLO ), che servono al controllo sul livello dei prestiti, quest'anno hanno già superato i 57.000 milioni di dollari dello scorso anno. " i>(“U.S. leveraged loan buyers undeterred by Fed, regulation“ - Reuters) 

Evviva ! Un'altra bolla speculativa gigantesca ! 

Con la scelta di non ridurre i suoi acquisti mensili, la FED ancora una volta cammina sulle acque e inonda i mercati con “beaucoup de liquidité”. Cosa che riempie bolle letali sempre più grandi. Ma non si tratta solo di spazzatura sia, le bolle si estendono fino ad abbracciare tutto lo spettro delle attività finanziarie, dalle azioni e dalle obbligazioni, ai debiti strutturati, ai derivati, ai terreni agricoli, e alle CLO.

È Bernanke che ha gonfiato le bolle. L' intera faccenda è stata grossolanamente falsata dalla frenesia persistente della FED di pompare nuovo denaro. Basta cercare di comprendere quello che ha detto, la settimana scorsa, il capo di Blackstone.
Questo è tratto da Testosterone Pit:

"Il Responsabile globale di Blackstone per i private equity founds, Giuseppe Baratta, giovedì ha detto che" noi " siamo "nel bel mezzo di una epica bolla di credito ", cosa che non aveva mai visto nella sua carriera ...

Le emissioni di obbligazioni spazzatura hanno raggiunto il record assoluto di 47,6 miliardi di dollari nel mese di settembre, superando il record precedente, di settembre dello scorso anno, che era stato di 46,8 miliardi di dollari – dati S & P Capital IQ / LCD. Dall’ inizio anno, le emissioni sono pari a 255 miliardi di dollari ed hanno già scavalcato il volume dello scorso anno che, per questo periodo, era di 243 miliardi di dollari. Nel 2012, già in piena bolla, si stabilì il record di tutti i tempi con 346 miliardi di dollari ...

Il costo di una azione ad alto rendimento su base assoluta è basso quanto non è mai stato ", ha spiegato Baratta, che gestisce i 53 miliardi di dollari delle attività di Blackstone-Equity. Anche le aziende a più alto rischio stanno vendendo le obbligazioni più avventate e con rese basse ..... Baratta si è anche lamentato che le valutazioni "relative alle prospettive di crescita per il momento sono “fuori servizio” " (“Bubble Trouble: Record Junk Bond Issuance, A Barrage Of IPOs, “Out Of Whack” Valuations, And Grim Earnings Growth”, Testosterone Pit)

" Temporaneamente fuori servizio" ? Pensiamo questo ? Vogliamo dire che Bernanke non può collegare con un tubo una bombola di un elio ai mercati finanziari e pompare come un matto per 4 anni di seguito, senza far prendere alla bolla le dimensioni di un dirigibile che minaccia di far andare l'intero sistema all'altro mondo ? È questo che vogliamo dire ?

Questa è psicopatia . L'economia se va bene fa il 2%, milioni di persone non riescono a trovare lavoro , la fiducia nel governo scorre come l’acqua nello scarico del lavandino e Bernanke si sta masturbando buttando soldi sul mercato. E’ questa la ripresa ci aspettavamo ? Basta guardare i problemi che stanno avendo le banche. Questo è dal Wall Street Journal :

" Nuovi problemi affliggono le banche USA, mentre si preparano a pubblicare i risultati del terzo trimestre tra moniti per le deboli entrate del trading, per un brusco calo dell'attività di rifinanziamento dei mutui e per l'aumento dei costi legali .... Gli analisti hanno abbassato le stime dei ricavi delle sei più grandi banche USA per il quarto trimestre e stimano un taglio dei profitti per tutti ...

" Non vedevo un morale così basso dai tempi del Titanic ", ha detto Richard Stein , un Senior Recruiter di Caldwell Partners CWL.T -3,41 % azienda specializzata nei servizi finanziari ...

Basse aspettative sono un segnale preoccupante per superare la domanda poco brillante in un settore già in difficoltà, in una economia debole e dopo la sbornia della crisi finanziaria del 2008 ... " Weak Trading, Mortgage Slump, Legal Costs to Cut Results at Banks - - Wall Street Journal)

Sappiamo bene che ci devono essere grossi problemi quando qualcuno che conosce bene il settore comincia a confrontarlo con la situazione del Titanic. Non è proprio una " raccomandazione sicura" .

Ma possiamo crederci ? Sono sempre le stesse, inutili banche-zombie che abbiamo salvato appena quattro anni fa, spendendo molte migliaia di miliardi di dollari e adesso : Stanno andando di nuovo per stracci ? Come può succedere? E intanto la FED ha continuato a dare a queste banche altreslinguazzate di prestiti senza interessi , riempiendole con migliaia di miliardi di fondi di riserva , pompando così il valore delle loro azioni e facendole navigare in un oceano di liquidità. ….. E queste banche ancora non riescono a cambiare le cose ? Ci sono due possibilità o questi signori cercano di seguire il modello di business più stupido che si sia mai sperimentato nella storia, oppure, alla fine, il crimine non paga.

Il fatto è che le banche stanno trascinando verso il basso l'intera economia e tutto il resto, perché non si può rimodellare l' intero sistema solo per far piacere ad imbecilli imbranati, la cui unica strategia per sopravvivere è succhiare sangue al governo. Dopo quattro anni durante i quali ci hanno costretto a fargli la respirazione bocca a bocca per farli riprendere, il credito bancario non si è ancora ripreso.
Questo è il ridicolo.
Questi signori del governo stanno facendo il palo mentre e i complici fanno affari con i derivati e registrano i soldi, che il governo gli ha dato per i prestiti, nella colonna dei profitti per gli azionisti che dicono che il mercato è al rialzo. E' tutta una dannata fregatura . Avremmo dovuto abbatterli questi zombie quando ne abbiamo avuto la possibilità. Ora sono entrati nel governo. Ed è per questo che l'economia sta per crollare un’altra volta .

MIKE WHITNEY vive nello stato di Washington . Ha collaborato a Hopeless: Barack Obama and the Politics of Illusion (AK Press). Hopeless è disponibile anche in edizione Kindle . La Storia di Whitney sulla diminuzione dei salari della classe media americana è stata pubblicata sul June issue of CounterPunch. Per contattarlo : fergiewhitney@msn.com

Fonte:  http://www.counterpunch.org/2013/10/04/the-state-of-the-econom 
7.10.2013

Traduzione per ComeDonChisciotte.org a cura di 
Bosque Primario

martedì 1 ottobre 2013

La Banca più potente al mondo annuncia il crash.

Con sede a Basilea, la BRI, la Banca dei regolamenti internazionali, promuove la cooperazione tra la banche centrali, fornisce servizi finanziari in qualità di “banca delle banche centrali” e opera come agente o mandataria nei pagamenti internazionali che le vengono affidati.
In definitiva, nella sua veste di banca di tutte le banche, la BRI di Basilea è la banca più potente al mondo, quella che capta e dirige il clima della finanza a livello mondiale. E le sue ultime previsioni sono allarmanti.
L’allarme lanciato dalla BRI settimana scorsa in un rapporto, fa stato di uno tsunami del debito che – nell’indifferenza generale dei governi e dei media – sta per abbattersi sui mercati, sulla finanza e sull’economia. Un crash dalle proporzioni ciclopiche.
E non sarà certamente il dietrofront del presidente della Federal Reserve Ben Bernanke, che ha rinunciato a ridurre la massiccia (quanto inutile) iniezione di 85 miliardi di dollari mensili nella disastrata economia americana che metterà a posto le cose.
L’annuncio della Fed di proseguire con il programma del Quantitative easing e con la stampa illimitata di moneta, conferma l’impotenza del governo americano nel rimettere in piedi una situazione economica compromessa da tempo e che non è in grado di rinunciare all’illusorio sostegno di questi stimoli artificiali.
In parallelo, malgrado il proseguimento del Quantitative easing, la Fed ha rivisto nuovamente al ribasso la previsione di crescita per il 2013.
William White, ex economista presso la BRI, conferma le sinistre previsioni del rapporto dell’istituto finanziario :
“Siamo tornati a una situazione peggiore di quella che prevaleva alla vigilia del crollo di Lehman Brothers, nel 2008. Tutte le situazioni di disequilibrio sono ancora presenti. I livelli di indebitamento pubblico e privato sono aumentati del 30% rispetto a cinque anni fa.”
Il debito mondiale viene quantificato in cifre tanto allucinanti quanto incomprensibili. Secondo il giornale The Economist sarebbe di 52 mila miliardi di dollari. E c’è chi lo quantifica ancora più alto, addirittura di 190 mila miliardi di dollari.
In pieno dibattito sul tetto del debito, il Congresso americano farà quello che ha sempre fatto : entro il 15 ottobre voterà a favore di un nuovo innalzamento del limite massimo del debito nazionale.
Cosa può fare d’altro? Se non voterà a favore, gli Stati Uniti andranno in default di pagamento.
Il Giappone prosegue la sua rovinosa fuga in avanti. Indebitato al 211% del suo Pil, il paese consacra oltre la metà delle sue entrate fiscali al rimborso dei soli interessi del debito nazionale. E il 46% del budget 2013 può essere finanziato unicamente con debiti supplementari.
In Cina, negli ultimi cinque anni i debiti privati sono saliti da 8 a 23 miliardi di dollari.
In Europa, in un anno il tasso d’indebitamento è aumentato da 88,2 a 92,2%. Il tutto mentre i governi della Zona euro si affannano a dichiarare che la crisi è passata e l’economia è in ripresa.
Davanti a noi si apre il baratro e gli artefici di questa gravissima crisi economica e finanziaria sono incapaci di trovare un rimedio.
Sinora, nei paesi più disagiati della Zona euro l’unico rimedio trovato dai governi è stato quello di proporre – e in taluni casi di attuare – il prelievo sui conti dei cittadini, per tentare di salvare il settore bancario e chiudere i buchi nelle finanze dello Stato. Cipro ne è un chiaro e tragico esempio.
(fonte: Nexus - Redazione/Le.veilleur.com)
Fonte: ticinolive.ch

lunedì 30 settembre 2013

La follia delle privatizzazioni targata anni '90.

PROPONGO QUESTO ARTICOLO DI PAOLO CIRINO POMICINO PER IL SUO INTERESSE RISPETTO ALL'ATTUALITA' DELLA SITUAZIONE ECONOMICA DEL NOSTRO PAESE. QUANDO QUESTI VECCHI MARPIONI DELLA POLITICA ITALIANA, QUELLI DELLA PRIMA REPUBBLICA PARLANO, TRA LE RIGHE E' SEMPRE POSSIBILE TROVARE SPUNTI INTERESSANTI DI RIFLESSIONE. IL CASO TELECOM E IL SUO ACQUISTO DA PARTE DI TELEFONICA (SPAGNA) E LA SPOLIAZIONE INDUSTRIALE SUBITA DAL NOSTRO PAESE NEGLI ULTIMI ANNI, SONO FATTI GRAVI CHE RAPPRESENTANO L'EMBLEMA DEL FALLIMENTO TOTALE DELLA NOSTRA CLASSE DIRIGENTE, ECONOMICA E POLITICA.
BUONA LETTURA.

L’indignazione è forte, fortissima. Né ci può confortare il fatto di averlo anticipato e denunciato da almeno 15 anni a questa parte. Ci riferiamo al passaggio di mano del controllo di Telecom Italia agli spagnoli di Telefonica, ultima tappa di una spoliazione del sistema produttivo italiano iniziato con la fine della prima Repubblica. Tanto per capirci da domani potremo essere l’unica grande democrazia europea priva di un’azienda nazionale di Telecomunicazioni. 

Francia e Germania mantengono un saldo controllo nazionale pubblico mentre la Spagna come nel caso di Telefonica, mantiene una presenza nazionale forte ( Banco de Bilbao e la Caixa) in una public company. E così accade anche per la Gran Bretagna nella quale British Telecom e Vodafone costituiscono campioni nazionali e internazionali in un paese che pure ha scelto di essere una piazza di riferimento della finanza internazionale. Nelle polemiche degli anni novanta fummo tacciati di antica vocazione statalista allorquando contrastavamo lo sciagurato disegno delle privatizzazioni purchessia con la scusa di dover ridurre il debito pubblico. 

In vent’anni abbiamo venduto aziende o quote di maggioranza di aziende strategiche per circa 160 miliardi di euro e il nostro debito pubblico è aumentato di ben 1200 mld di euro a fronte degli 839 mld lasciati in eredità da quella prima Repubblica che pure aveva trasformato il nostro paese da nazione prevalentemente agricola in uno dei paesi più industrializzati del mondo battendo nel contempo il più grande partito comunista dell’occidente, le brigate rosse e il terrorismo stragista di destra. 

Tutto questo poteva avvenire grazie anche all’apporto delle vituperate partecipazioni statali che consentirono all’Italia di entrare nei grandi settori a tecnologia avanzata, dalle telecomunicazioni all’energia, dall’avionica al settore spaziale, dai sistemi di armamenti alla chimica fine e via di questo passo facendo crescere una classe manageriale di grande qualità. Attenti, il nostro non è un panegirico del passato ma l’indignazione per una classe dirigente che sta riportando l’Italia ad essere, sul piano economico e produttivo, di nuovo una espressione geografica o, per usare un linguaggio più moderno, un mercato di soli consumatori e di produttori per conto terzi. 

Insomma un paese subalterno. Invano abbiamo tentato di convincere che il tema vero per il nostro paese era quello di internazionalizzare il suo sistema produttivo e finanziario senza immaginare, come è invece accaduto negli ultimi vent’anni, che l’internazionalizzazione fosse la vendita in blocco del migliore patrimonio tecnologico del paese tenuto sino al ’92 in mano pubblica. L’internazionalizzazione cui pensavamo era quello di rendere il nostro capitalismo uno dei protagonisti del riassetto del capitalismo europeo come peraltro hanno fatto Germania e Francia mantenendo in mani pubbliche alcuni asset produttivi di valore strategico tra cui, appunto, quello delle telecomunicazioni. 

Una linea essenziale per un paese come l’Italia che stava perdendo quel ruolo geopolitico grazie al crollo del blocco sovietico e alla conseguente fine della guerra fredda che dava ai paesi democratici di frontiera un valore aggiunto negli equilibri mondiali. Dopo anni di polemiche contro quel pensiero unico che riteneva la modernità sinonimo di privatizzazioni purchessia, una valutazione politica finale di un ventennio sciagurato sotto tutti gli aspetti va pure fatta. 

Non sappiamo ancora se per inadeguatezza politica e culturale o per complicità remunerata, certo è che l’Italia di oggi, impoverita economicamente e socialmente, non ha più nelle proprie mani quegli strumenti finanziari, produttivi e tecnologicamente innovativi che avrebbero potuto garantire quel ruolo strategico negli equilibri internazionali che pure aveva nel passato e non solo per ragioni geopolitiche. 

Quel che è più grave è il fatto che nel percorso delle privatizzazioni vi siano stati scandali e plusvalenze private da capogiro che solo la nostra flebile voce ha denunciato negli anni, dalla Seat pagine gialle alla Avio, per finire alla stessa Telecom. E pensare che dopo sollecitazioni infinite il paese si era convinto ad utilizzare in maniera più moderna la nostra Cassa Depositi e Prestiti come strumento di politica industriale ed economica. Addirittura era stato creato un apposito fondo strategico affidato a tal Tamagnini che si è limitato ad entrare nei supermercati, nelle assicurazioni generali, in una azienda farmaceutica e nella Metroweb, l’azienda milanese che gestisce la banda larga del capoluogo lombardo. 

Questo fondo ha visto passare ultimamente sotto i propri occhi ultimamente la società Avio e la vicenda Telecom senza che muovesse un dito probabilmente per indicazione di una politica sciatta e forse compromessa. Non vogliamo tirare in ballo il Britannia o ipotesi complottarde di “spectre” internazionali, ma colpisce che a destra come a sinistra negli ultimi vent’anni parte rilevante della nostra classe dirigente è stata sul libro paga di banche d’affari come la Goldman-Sachs molto spesso al centro di indagini e di sanzioni internazionali. Senza andare oltre per amor di patria vogliamo dire al governo che su questa vicenda ha ancora a disposizione gli strumenti per intervenire interrompendo questo folle passaggio di mano nel controllo di Telecom. 

Ci riferiamo alla Cassa Depositi e Prestiti e al suo fondo strategico che, peraltro, ha fatto una joint-venture con il fondo sovrano del Qatar per investimenti di rilievo. A chi poco capisce o fa finta di capire poco vogliamo dire che non è senza conseguenze per l’Italia privarsi del controllo di grandi aziende a tecnologia avanzata perché mai come oggi l’equilibrio internazionale tra paesi si regge sulla finanza, sulla ricerca e innovazione e sulla formazione del capitale umano. 

Un paese come il nostro che ha il 95% del suo sistema produttivo fatto di piccole e medie imprese ha bisogno di grandi società internazionalizzate capaci di attivare cospicui investimenti a redditività differita nei settori della ricerca e della innovazione distribuendone, poi, i risultati nell’universo mondo delle piccole imprese. E per finire all’intera politica italiana una domanda piena di angoscia. 

A che serve una grande ricchezza privata di pochi con un deterioramento del patrimonio tecnologico nazionale fonte primaria di un benessere diffuso? Ci pensino Letta e i responsabili dei partiti di maggioranza perché la storia li giudicherà prima di quando si pensi proprio sul terreno dell’interesse nazionale e della prosperità dell’intera società italiana.


titolo originale: "Forte indignazione per le privatizzazioni purchessia degli anni 90, che hanno prodotto i disastri stile Telecom"

fonte: PaoloCirinoPomicino Blog

venerdì 6 settembre 2013

Una metropoli di 200.000 anni fa!

Sono sempre stati lì. Qualcuno li aveva già notati prima, ma nessuno riusciva a ricordare chi li avesse fatti – o perché? Fino a poco tempo fa, nessuno sapeva nemmeno quanti fossero. Ora sono dappertutto, a migliaia, anzi no, centinaia di migliaia! E la storia che raccontano è la storia più importante dell’umanità. Ma c’è chi potrebbe non essere pronto ad ascoltare.
Qualcosa di straordinario è stato scoperto in una zona del Sud Africa, circa 280 km verso l’interno, ad ovest del porto di Maputo (la capitale del Mozambico). Sono i resti d’una grande metropoli che misurava, secondo stime prudenti, circa 5000 km quadrati. Faceva parte di una comunità ancora più ampia, di circa 35.000 chilometri quadrati, che sembra essere stata costruita – siete pronti? – dal 160000 al 200000 a.C.!
L’immagine è una vista ravvicinata di poche centinaia di metri del paesaggio, presa da Google-earth. La regione è un po’ remota e i “cerchi” sono stati spesso visti dagli agricoltori locali e dagli indigeni, in passato. Ma, stranamente, nessuno s’è mai preso la briga di informarsi su chi potrebbe averli fatti o quale età potessero avere.
La situazione è cambiata quando se ne è occupato il ricercatore Michael Tellinger, in collaborazione con Johan Heine, un vigile del fuoco locale e pilota che aveva osservato queste rovine negli anni, sorvolando la regione. Heine aveva il vantaggio unico di vedere il numero e la portata di queste strane fondazioni di pietra e sapeva che il loro significato non era apprezzato.
“Quando Johan per primo mi ha fatto conoscere le antiche rovine di pietra dell’Africa australe, non avevo idea delle incredibili scoperte che ne sarebbero seguite, in breve tempo. Le fotografie, i manufatti e le prove che abbiamo accumulato puntano senza dubbio ad una civiltà perduta e sconosciuta, visto che precede tutte le altre – non di poche centinaia d’anni, o di qualche migliaio d’anni… ma di molte migliaia d’anni. Queste scoperte sono così impressionanti che non saranno facilmente digerite dall’opinione ufficiale, dagli storici e dagli archeologi, come abbiamo già sperimentato. E’ necessario un completo mutamento di paradigmi nel nostro modo di vedere la nostra storia umana”. – Tellinger
Dove è stata compiuta la scoperta
L’area è importante per una cosa che colpisce subito – l’oro.
“Le migliaia di antiche miniere d’oro scoperte nel corso degli ultimi 500 anni, indicano una civiltà scomparsa che ha vissuto e scavato per l’oro in questa parte del mondo per migliaia d’anni”, dice Tellinger. “E se questa è in realtà la culla del genere umano, possiamo star guardando le attività della più antica civiltà sulla Terra”.
Per visualizzare il numero e la portata di queste rovine, vi suggerisco di utilizzare Google-earth e iniziare con le seguenti coordinate:
Carolina – 25 55’53,28″S / 30 16′ 13,13″ E
Badplaas – 25 47’33,45″S / 30 40′ 38,76″ E
Waterval – 25 38’07,82″S / 30 21′ 18,79″ E
Machadodorp – 25 39’22,42″S / 30 17′ 03.25″ E
Quindi eseguite una ricerca a volo radente all’interno dell’area formata da questo rettangolo. Semplicemente stupefacente!
L’oro ha giocato un certo ruolo sulla densità di popolazione che un tempo viveva qui? Il sito si trova a circa 150 miglia da un ottimo porto, il cui commercio marittimo potrebbe avere contribuito a sostenere una popolazione così importante. Ma ricordate che stiamo parlando di quasi 200000 anni fa!
Le singole rovine sono in gran parte costituite da cerchi di pietre. La maggior parte sono stati sepolti sotto la sabbia e sono visibili soltanto dal satellite o dall’aereo. Alcuni sono stati esposti, quando il cambiamento climatico ha soffiato via la sabbia, rivelando le mura e le fondamenta.
Mi vedo come una persona di mente aperta, ma devo ammettere che mi ci è voluto oltre un anno per digerire la scoperta e per capire che abbiamo realmente a che fare con le strutture più antiche mai costruite dall’uomo sulla Terra.
Il motivo principale di ciò è che ci hanno insegnato che nulla di significativo è mai venuto dal Sud Africa. Che le civiltà più potenti sono apparse in Sumeria e in Egitto e in altri luoghi. Ci viene detto che fino all’insediamento del popolo BANTU, proveniente da nord, che dovrebbe avere avuto inizio nel secolo XII d.C., questa parte del mondo era piena di cacciatori-raccoglitori, e che i cosiddetti Boscimani non hanno fornito alcun contributo importante alla tecnologia o alla civiltà”. – Tellinger
Una storia ricca e variegata
Quando i primi esploratori incontrarono queste rovine, davano per scontato che fossero recinti per il bestiame realizzati da tribù nomadi, come il popolo bantu, che si spostò verso sud e si stabilì in questa terra intorno al sec. XIII. Non si conoscevano le testimonianze storiche di nessuna civiltà precedente, più antica, in grado di costituire una comunità così densamente popolata. Poco sforzo fu stato fatto per indagare il sito perché la collocazione storica delle rovine non era per nulla nota.
Negli ultimi 20 anni, persone come Cyril Hromnik, Richard Wade, Johan Heine e una manciata d’altri hanno scoperto che queste strutture in pietra non sono ciò che sembrano essere. In realtà questi sono ora ritenuti i resti di antichi templi e osservatori astronomici di antiche civiltà perdute, che risalgono a molte migliaia di anni fa.
Queste rovine circolari sono distribuite su una vasta area. Possono solo essere veramente apprezzate dal cielo o attraverso immagini satellitari. Molte di loro sono quasi completamente erose o sono state coperte dai movimenti del suolo fatti per l’agricoltura lungo il tempo. Alcune sono sopravvissute abbastanza bene da rivelare le loro grandi dimensioni, con alcuni muri originali in piedi, sino a quasi 2 metri d’altezza e oltre un metro di larghezza, in alcuni luoghi. Guardando la metropoli intera, diventa evidente che si trattava d’una comunità ben progettata, sviluppata da una civiltà evoluta. Il numero di antiche miniere d’oro suggerisce la ragione per cui la comunità si trovava in questa posizione. Troviamo le strade – alcune si estendono per un centinaio di miglia – che collegavano la comunità e l’agricoltura a terrazzamenti, molto simili a quelli trovati negli insediamenti Inca in Perù.
Ma una domanda necessita una risposta – come potrebbe tutto questo essere stato realizzato dagli esseri umani 200.000 anni fa?
La datazione del sito
Trovare i resti di una grande comunità, con ben 200000 persone che vivevano e lavoravano insieme, è stata una scoperta importante in sé. Ma la datazione del sito ha costituito un problema. La patina pesante sulle pareti di roccia suggeriva che le strutture dovessero essere molto vecchie, ma la scienza della datazione tramite la patina è solo in fase di sviluppo ed è ancora controversa. La datazione col carbonio 14 di sostanze organiche, come il legno bruciato, è alterata dalla possibilità che gli esemplari possano aver subito incendi recenti dell’erba circostante, che sono comuni nella zona.

La svolta arrivò inaspettatamente. Ecco come Tellinger la descrive:
“Johan Heine scoprì il Calendario Adam nel 2003, quasi per caso. Andava a cercare uno dei suoi piloti che si era schiantato con l’aereo sul bordo dell’altopiano. Accanto al luogo dello schianto Johan notò un gruppo molto strano di grosse pietre, sporgenti dal terreno. Mentre portava in salvo il pilota ferito da circa 20 metri sotto il bordo della rupe, Johan si avvicinò ai monoliti e subito si rese conto che erano allineati ai punti cardinali della Terra – nord, sud, est e ovest. C’erano almeno tre monoliti allineati verso il sorgere del sole, ma sul lato ovest dei monoliti allineati c’era un misterioso buco nella terra – mancava qualcosa.
Dopo settimane e mesi di misurazioni e di osservazioni, Johan concluse che le rocce erano perfettamente allineate con il sorgere e il tramonto del sole. Determinava i solstizi e gli equinozi. Ma il misterioso buco nel terreno era rimasto come un grande puzzle. Un giorno, mentre pensava alla ragione di quel foro, l’esperto locale di piste a cavallo, Christo, arrivò a cavallo e spiegò rapidamente a Johan che c’era una pietra dalla strana forma, che era stata rimossa dal luogo qualche tempo prima. Apparentemente era da qualche parte vicino all’ingresso della riserva naturale.
Dopo una lunga ricerca, Johan trovò la pietra antropomorfica (di forma umanoide). Era intatta e con orgoglio recava una targa, attaccata ad essa. Era stata utilizzata dalla Fondazione Blue Swallow per commemorare l’apertura della riserva Blue Swallow nel 1994. L’ironia è che era stata rimossa dal sito antico più importante trovato fino ad oggi, e misteriosamente era ritornata alla riserva – per motivi leggermente diversi.
La posizione esatta del calendario è indicata nel sito www.makomati.com. I primi calcoli dell’età del calendario sono stati effettuati in base al sorgere di Orione, una costellazione conosciuta per le sue tre stelle luminose che formano la “cintura” del mitico cacciatore.
La Terra oscilla sul suo asse e quindi le stelle e le costellazioni cambiano il loro angolo di presentazione nel cielo notturno, in base alla congiuntura. Questa rotazione, denominata precessione, completa un ciclo ogni 26000 anni ca.
Se possiamo stabilire quando le tre stelle della cintura di Orione erano posizionati in orizzontale contro l’orizzonte, possiamo stimare il momento in cui le tre pietre del calendario erano in linea con queste stelle visibili.
Il primo calcolo approssimativo fu di almeno 25000 anni fa. Ma le misure nuove e più precise tendevano ad aumentare l’età. Il calcolo successivo è stato compiuto da un maestro archeo-astronomo, che vuole rimanere anonimo, per paura del ridicolo dalla Fraternità accademica. Il suo calcolo si è basato sul sorgere di Orione e ha suggerito un’età di almeno 75000 anni. Il calcolo più recente e più preciso, fatto nel giugno del 2009, suggerisce un’età di almeno 160000 anni, sulla base del sorgere apparente di Orione all’orizzonte – ma anche dell’erosione delle pietre di dolerite trovare sul sito.
Alcuni pezzi dei marcatori di pietra sono rotti e giacciono per terra, esposti all’erosione naturale. Quando i pezzi sono stati rimessi insieme, circa 3 cm di pietra era già stato portati via. Questi calcoli hanno aiutato a valutare l’età del sito dal calcolo del tasso d’erosione della dolerite.
Chi ha fatto la metropoli? Perché?
Sembrerebbe che gli esseri umani abbiano sempre apprezzato l’oro. È anche menzionato nella Bibbia, che descrive i fiumi del Giardino dell’Eden:
Genesi 2:11 – Il nome del primo [fiume] è Pishon; scorre intorno a tutto il paese di Havilah, dove c’è l’oro.
Il Sud Africa è conosciuto come il più grande paese produttore di oro al mondo. La più grande zona di produzione d’oro del mondo è il Witwatersrand, la stessa regione dove l’antica metropoli si trova. Infatti nelle vicinanze di Johannesburg, una delle città più note del Sud Africa, è anche un luogo chiamato “Egoli”, che significa la città d’oro.
Sembra molto probabile che l’antica metropoli sorgesse a causa della sua vicinanza con l’offerta d’oro più grande del pianeta. Ma perché gli antichi lavoravano così alacremente nelle miniere d’oro? Non si può mangiare. E’ troppo tenero da utilizzare per la produzione di utensili. Non è molto utile per qualsiasi cosa, tranne gli ornamenti e la sua bellezza fisica è pari con altri metalli come il rame o l’argento. Perché mai l’oro divenne così importante per i primi Homo sapiens?
Per cercare la risposta, abbiamo bisogno di guardare al periodo storico in questione – 160000 a 200000 anni a.C. – e scoprire ciò che stava accadendo sul pianeta Terra.
Com’erano gli esseri umani 160000 anni fa?
Possiamo rintracciare l’’uomo moderno, l’Homo sapiens, ossia i nostri antenati, indietro nel tempo, verso un punto in cui la nostra specie si è evoluta da altri, più primitivi, ominidi. Gli scienziati non capiscono perché questo nuovo tipo umano improvvisamente apparve, o come il cambiamento avvenne, ma siamo in grado di rintracciare i nostri geni sino ad una sola donna, che è nota come “Eva mitocondriale”.
Eva mitocondriale (mt-MRCA) è il nome dato dai ricercatori alla donna che è definita come l’antenato comune matrilineare più recente (MRCA) per tutti gli esseri umani attualmente viventi. Tramandato da madre a figlio, tutto il DNA mitocondriale (mtDNA) in ogni persona vivente è derivato da questo individuo di sesso femminile. Eva mitocondriale è la controparte femminile di Adamo Y-cromosomico, l’antenato comune patrilineare più recente, pur vivendo in tempi diversi.
Si crede che Eva mitocondriale sia vissuta tra 150000 a 250000 anni a.C., probabilmente in Africa orientale, nella regione della Tanzania e delle zone immediatamente a sud e ad ovest. Gli scienziati ipotizzano che vivesse in una popolazione di forse 4000-5000 femmine, in grado di produrre prole in un dato momento. Se altre femmine avevano prole con cambiamenti evolutivi del loro DNA, non abbiamo alcuna registrazione della loro sopravvivenza. Sembra che siamo tutti discendenti di questa femmina umana.
Eva mitocondriale sarebbe stata pressoché contemporanea degli esseri umani i cui fossili sono stati rinvenuti in Etiopia, nei pressi del fiume Omo e di Hertho. Eva mitocondriale visse molto prima dell’emigrazione dall’Africa, che potrebbe essersi verificata tra 60000 e 95000 anni fa.
La regione, in Africa, dove si può trovare il massimo livello di diversità mitocondriale (verde) e la regione in cui gli antropologi ipotizzano che la divisione più antica della popolazione umana abbia iniziato a verificarsi (marrone chiaro). L’antica metropoli si trova in quest’ultima regione (marrone), che corrisponde anche al periodo stimato in cui le mutazioni genetiche improvvisamente accaddero.
Potrebbe essere questa una coincidenza?
La storia antica sumera descrive l’antica metropoli e i suoi abitanti! 
Sarò onesto con voi. Questa parte successiva della storia è difficile da scrivere. È così sconvolgente che la persona media non ci vuole credere. Se siete come me, vi consiglio di fare la ricerca voi stessi, e prendervi del tempo per permettere ai fatti di stabilirsi nella vostra mente.
Ci hanno spesso fatto credere che la nostra storia conosciuta comincia con gli egiziani – i Faraoni e le piramidi. Le dinastie più antiche risalgono a circa 3200 anni a.C. Si tratta di tanto tempo fa. Ma la civiltà sumera, in quello che oggi è l’Iraq, è molto più antica. Inoltre, abbiamo tradotto molte delle loro tavolette di storia, scritte in caratteri cuneiformi e in scritture precedenti, in modo da sapere molto sulla loro storia e leggende.
L’immagine del sigillo raffigura la leggenda del “Grande Diluvio”, che consuma l’umanità. Molte leggende sumere sono sorprendentemente simili alla Genesi. Come la Genesi, la leggenda sumera Atrahasis racconta la storia della creazione degli esseri umani moderni, non da un Dio d’amore, ma da esseri provenienti da un altro pianeta, che avevano bisogno di “lavoratori schiavi”, per aiutarli a lavorare nelle miniere d’oro per la loro spedizione extra-planetaria!
Ho avvertito che questo è difficile da credere, ma per favore continuate a leggere.
Chi ha fatto la metropoli? Perché?
Questa storia, la Atrahasis, proviene da un’antica versione babilonese che risale circa al 1700 a.C., ma deriva certamente da più antichi testi dei Sumeri. Essa combina i motivi familiari sumeri della creazione del genere umano e del conseguente diluvio – proprio come la Genesi.
La storia inizia con gli “dèi” – esseri provenienti da un pianeta chiamato Nibiru – che scavano fossati e miniere per l’oro, come parte di una squadra di spedizione. I moderni esseri umani (homo sapiens) non esistevano ancora; solo ominidi primitivi vivevano sulla Terra. C’erano due gruppi di “divinità”, la classe dei lavoratori e la classe dirigente (cioè gli ufficiali). Gli dèi lavoratori avevano costruito le infrastrutture come pure lavoravano nelle miniere d’oro e, dopo migliaia d’anni, il lavoro era apparentemente troppo per loro.
Gli dèi dovevano scavare i canali
Dovevano tenere puliti i canali,
le arterie vitali della terra,
Gli dèi scavarono il letto del fiume Tigri
E poi hanno quello dell’Eufrate. – (Dalley 9, Atrahasis)
Dopo 3600 anni di questo lavoro, gli dèi finalmente cominciarono a lamentarsi. Decisero di scendere in sciopero, bruciando i loro strumenti e circondando la “dimora” del dio principale Enlil (il suo tempio). Il ministro di Enlil, Nusku, scosse Enlil dal letto e l’avvisò che la folla inferocita stava fuori. Enlil rimase spaventato. (Il suo volto è descritto: “olivastro come un tamerice”). Il ministro Nusku consigliò Enlil di chiamare gli altri grandi dèi, soprattutto Anu (Dio del cielo) e Enki (il dio intelligente delle acque dolci). Anu consigliò ad Enlil di scoprire chi fosse il capo della ribellione. Mandarono Nusku fuori per chiedere alla folla delle divinità chi fosse il loro leader. La folla rispose: “Ciascuno di noi dèi vi ha dichiarato guerra!” (Dalley 12, Atrahasis).
Poiché la classe superiore degli dèi ora vedeva che il lavoro degli dèi di classe inferiore “era troppo difficile”, decisero di sacrificare uno dei ribelli per il bene di tutti. Essi avrebbero preso un solo Dio, l’avrebbero ucciso e ne avrebbero fatto il genere umano, mescolando la carne e il sangue del dio con l’argilla:
Belit-ili, la dea del grembo materno, è presente,
Lasciate che la dea del grembo materno crei la sua prole,
E lasciate che l’uomo sopporti il carico degli dei! (Dalley 14-15, Atrahasis)
Dopo che Enki li istruì sui rituali di purificazione per il primo, settimo e quindicesimo giorno d’ogni mese, gli dèi uccisero Geshtu-e, “un dio che aveva l’intelligenza” (il suo nome significa “orecchio” o “saggezza”) e formarono l’umanità dal suo sangue e dalla creta. Dopo che la dea della nascita mescolò l’argilla, tutti gli dèi si raccolsero intorno e sputarono su di esso. Poi Enki e la dea dell’utero presero l’argilla e la portarono nella “stanza del destino”, dove si riunirono tutte le dee del grembo materno.
Egli [Enki] calpestò l’argilla in presenza di lei;
Lei continuava a recitare un incantesimo,
Perché Enki, soggiornando in sua presenza, l’aveva obbligata a recitarlo.
Quando ebbe finito il suo incantesimo,
Estrasse quattordici pezzi d’argilla,
E mise sette pezzi a destra,
Sette a sinistra.
Tra di essi depose un mattone di fango. (Dalley 16, Atrahasis)
La creazione dell’uomo sembra essere descritta come una specie di clonazione o di quella che noi oggi chiamiamo fecondazione in vitro.
Il risultato fu un ibrido o “umano evoluto”, con maggiore intelligenza, che potesse svolgere le funzioni fisiche degli dèi lavoratori e anche prendersi cura delle esigenze di tutti gli dèi.
Ci viene detto, in altri testi, che la spedizione è venuta per l’oro, e che grandi quantità sono state estratte e spedite fuori del pianeta. La comunità in Sud Africa era chiamata “Abzu” ed era la posizione privilegiata delle operazioni minerarie.
Poiché questi eventi sembrano coincidere con le date di “Eva mitocondriale” (vale a dire dal 150000 al 250000 a.C.) e sembrano essere situati nella regione delle più ricche miniere d’oro del pianeta (Abzu), alcuni ricercatori pensano che le leggende sumere possano, infatti, essere basate su avvenimenti storici.
Secondo gli stessi testi, una volta conclusa la spedizione mineraria, fu deciso che la popolazione umana dovrebbe essere lasciata perire in un diluvio che era stato previsto dal astronomi degli “dèi”. A quanto pare, il passaggio ciclico del pianeta natale degli dèi, Nibiru, stava per portarlo abbastanza vicino all’orbita della Terra e la sua gravità avrebbe provocato una risalita (marea) degli oceani a inondare la terra, mettendo fine alla specie ibrida – homo sapiens.
Secondo la storia, uno degli “dèi” aveva simpatia per un essere umano particolare, Zuisudra, e lo avvertì di costruire una barca per cavalcare l’onda del diluvio. Questo divenne la base per la storia di Noè nel libro della Genesi. Fu un fatto veramente accaduto? L’unica altra spiegazione è immaginare che le leggende sumere, che parlano della vita su altri pianeti e della clonazione umana, fossero straordinarie creazioni di fantascienza. Questo sarebbe di per sé sorprendente. Ma ora abbiamo la prova che la città mineraria, Abzu, è reale e che esisteva nella stessa epoca dell’improvvisa evoluzione degli ominidi a homo sapiens.
Abbastanza da darci da pensare per un po’.


Letto e condiviso da Nexus
Fonte originale: viewzone.com
Fonte della traduzione italiana: liutprand.it

venerdì 30 agosto 2013

L'ESCALATION DI UNA GUERRA IN SIRIA SERVE A COPRIRE UN CRIMINE DI GUERRA ?

DI WILLIAM BOWLES
informationclearinghouse.info

Secondo le fonti, l’ambasciatore russo presso il Consiglio di Sicurezza dell’ONU, Vitaly Churkin, ha presentato delle prove esclusive – basate su documenti e su immagini di un satellite russo – di due razzi trasportanti prodotti chimici tossici, lanciati da Douma (1), controllata dai “ribelli” siriani e atterrati nel Ghuta orientale. Centinaia di “ribelli”, così come civili – tra cui i bambini finiti sulle copertine dei media occidentali – sono stati uccisi. La prova, dice la fonte russa, è definitiva.
Pepe Escobar (2) 



È una notizia sconvolgente se vera, il fatto che sono stati due missili lanciati dai ribelli da un posto chiamato Douma nei sobborghi di Damasco, che è di certo sotto il controllo ribelle, a fare il danno. Non c’è da stupirsi che l’Impero che sta per fare una guerra vada nel panico se esce fuori che è stato davvero lo schieramento che sta armando e sostenendo a causare una tale orrenda perdita di vite!

Il folle desiderio di distruggere espresso da USA e GB potrebbe essere la ragione per la voglia di andare in guerra, in quanto (si spera) questo oscurerà e relegherà nel passato ciò che veramente è successo.

La minaccia di una guerra contro la Siria è un terribile e psicopatico diversivo, oltre che una reminescenza dei barbari, dal momento che non si fermeranno di fronte a nulla per raggiungere i loro obiettivi. A meno che non vengano fermati.

Se ciò che riporta Escobar (e anche l’altra fonte – vedi sotto) è davvero la verità, allora significa che i ribelli hanno veramente ucciso centinaia di persone, compresi i loro stessi soldati! Forse anche un migliaio o più. Non c’è da stupirsi che l’Occidente non voglia investigare! La squadra d’ispezione ONU non ha le competenze per cercare di scoprire il vero responsabile, solo se ci sia stato un qualche tipo di attacco chimico.

Tutte quelle stupidaggini sul fatto che “è troppo tardi, Assad si è liberato delle prove” o “avreste dovuto farci entrare prima”, sono solo una copertura. Quello che l’Occidente DEVE fare è cercare di coprirlo, come hanno fatto quando le migliaia di truppe irachene sono state schiacciate nelle loro trincee e sepolte vive.

Altre conferme

Di seguito, uno spezzone di un’intervista ad un attivista siriano che conferma quanto riportato da Pepe Escobar. È sul blog Boiling Frogs, ma bisogna pagare un’iscrizione per vedere l’intero video, che è un po’ una rottura. Mi piacerebbe vedere le immagini del satellite e qualsiasi informazione relativa. 

Perché i russi non danno più spazio alle informazioni che dicono di avere? 

QUESTO potrebbe fermare questa cosa della guerra sul nascere!









Fonte: www.informationclearinghouse.info
Link: http://www.informationclearinghouse.info/article36000.htm
Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di ROBERTA PAPALEO 

1) http://en.wikipedia.org/wiki/Douma,_Syria
2) https://www.facebook.com/pepe.escobar.77377/posts/10151840247251678

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