domenica 7 ottobre 2012

Piango.






Riesco a sentire nell'anima il dolore del mondo.
Perchè è il mio.
E piango, piango disperatamente.
E le lacrime quasi mi sciolgono il viso.
Non c'è misura al dolore inferto ai popoli.
Non c'è misura all'ingiustizia e ai soprusi che gli innocenti debbono subire in nome della mostruosità di questo sistema economico e sociale.
Piango e non riesco a fermarmi, perchè sento nel cuore che non è possibile fermare lo scorrere del sangue.
Perchè non è possibile arrestare il genocidio silenzioso che viene commesso sotto i nostri occhi.
E' disumano costringere una persona a soffrire, mentre si sguazza nel lusso.
E' disumano permettere che un bambino muoia, mentre ci si compra l'Iphone.
E' insopportabile continuare a guardare la sequela dell'ipocrisia, della meschinità, della falsa morale, del falso perbenismo, della cupidigia mascherata di carità.
Sono insopportabili gli sguardi quasi increduli di chi non comprende, non conosce e non vuole vedere la vera sofferenza della gente.
Mi sento morire dentro quando penso a tutti coloro che sono disposti a morire pur di salvare una vita, ma che non possono opporsi, non possono nulla, contro questa barbarie.
Esiste un popolo intero umiliato da sempre, costretto a pensare che non valga niente, che è colpa sua se il mondo l'ha escluso.
Ma escluso da cosa? Dai mcDonald's? Dall'avere un'auto di lusso? Il televisore al plasma? Gli occhialini 3d? Da cosa ci hanno escluso? Cosa ci è stato tolto?
Qualcosa di molto più importante.
Ci hanno rubato la possibilità di condividere con gli altri quello che siamo: semplicemente degli esseri umani.

(Francesco Salistrari)

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