domenica 16 settembre 2012

Registro Tumori campano: il vaso di Pandora.


L'incredibile decisione del Governo nel silenzio generale.



La Regione Campania, con la legge n.19 del 10 Luglio 2012, ha istituito per il territorio regionale campano il “registro tumori”, strumento indispensabile di monitoraggio sanitario della popolazione. E nonostante le polemiche seguite all'approvazione, su alcuni aspetti e contenuti della legge, si tratta comunque di un passo importante e decisivo verso la realizzazione di uno strumento sanitario essenziale in una regione come quella campana.

L'importanza cruciale di tali registri risiede nel fatto che in nessuna struttura ospedaliera italiana, pubblica o privata, c'è l'obbligo di archiviare i dati relativi alla diagnosi e alla cura dei tumori. Per tenere sotto controllo le patologie oncologiche occorre quindi che qualcuno si assuma il compito di raccogliere in modo sistematico le informazioni, di codificarle e archiviarle per la ricerca scientifica (la famosa ricerca!).
I dati raccolti sono essenziali per le indagini sulle cause del cancro, per la valutazione dei trattamenti da adottare, per la progettazione di interventi di prevenzione e per la programmazione delle spese sanitarie.

Due giorni fa, venerdi 14 settembre, nel silenzio quasi generale, il nostro “bel governo”, ha pensato bene di impugnare davanti alla Corte Costituzionale la legge istitutiva regionale di cui sopra, con la giustificazione giuridica (sic!) che essa “contiene alcune disposizioni in contrasto con il piano di rientro dal disavanzo sanitario”.

Voglio ripeterlo.
Disposizioni in contrasto con il piano di rientro dal disavanzo sanitario!
Costo a carico della Regione? 1.5 milioni all'anno.

Non entro nel merito giuridico della questione, perchè di quella e a ragion veduta dovrà occuparsene direttamente l'Alta Corte.
Ma vi sembra logico impugnare una legge del genere adducendo un giudizio di merito basato su “valutazioni” finanziarie? E' possibile anteporre sul piano etico-giuridico un atto valutativo di questo genere a considerazioni di carattere più generale basate sull'interesse collettivo?
E' davvero così importante per i bilanci regionali (e statali) non prodursi in un impegno di spesa di questa consistenza? Siamo davvero sicuri che, a latere di considerazioni più generali, la priorità finanziaria sia realmente quella più urgente?

Credo proprio di NO!

La Campania non è una regione qualunque.
E' la regione dei veleni, dell'immondizia, degli inceneritori. Come quello di Acerra, uno tra i più grandi d'Europa, costruito dalla famigerata Impregilo grazie ad una “buona parola” dell'emerito On. Bassolino. La ditta, che all'epoca versava in cattive acque, si aggiudicò l'appalto grazie alla minore offerta e ad una previsione dei tempi per la costruzione dell’impianto decisamente inferiori a quanto proposto dall’altro concorrente, l’ Enel. Un buon affare, insomma. Soprattutto per i campani. Che si sono visti scaraventare in testa un impianto gigantesco per l'incenerimento dei rifiuti le cui emissioni, è stato dimostrato scientificamente, provocano il cancro. E il capocomico PD, Matteo Renzi, può rendersi ridicolo quanto vuole e rendere al contempo ridicoli tutti coloro che gli credono, se va in televisione ad oltraggiare e sbeffeggiare un'oncologa, affermando il contrario!

Inoltre, è lecito o non è lecito quantomeno sospettare che i rifiuti domestici siano inceneriti insieme a rifiuti ancor più tossici, come quelli industriali (per fare il primo esempio che, ohibò, mi è passato per la testa), considerando CHI gestisce i rifiuti campani? O è assolutamente impensabile coltivare un simile sospetto ignorando centinaia di inchieste giudiziarie che sono state condotte sul tema?

E il Governo, con una decisione simile, può essere tanto spudorato da ignorare una situazione del genere?

Poi però la realtà è una sola: i pochi dati disponibili sull’incremento dei tumori in Campania sono allarmanti. E la situazione generale di degrado ambientale dovuta alla criminale gestione dei rifiuti non è certo una delle ipotesi che viene scartata per prima, nella ricerca delle cause dei tumori! Da nessuno, nemmeno dai contadini che coltivano i campi vicino ad Acerra e alle discariche legali ed abusive sparse un po' ovunque, figurarsi da parte degli oncologi!

Ecco l'importanza cruciale del registro tumori, quantomeno da un punto di vista giuridico. 
Perchè un registro dei tumori renderebbe probabilmente evidente una realtà schifosa e imporrebbe legalmente il risanamento ambientale.

Allora perchè il Governo si oppone ad un misura di civiltà, di legalità, di rispetto umano ed ambientale, una misura pienamente etica, prima ancora di qualsiasi altra connotazione?
Può essere semplicemente finanziario il provvedimento di impugnazione? E se la Corte Costituzionale dovesse stabilire, de iure consulto, la legittimità di tale impugnazione?

Non verrebbe commesso un gravissimo crimine etico e sociale, di capovolgimento della stessa scala gerarchica dei valori condivisi dall'ordinamento giuridico ed istituzionale?

E' evidente però come in realtà aldilà di qualsiasi considerazione di questo genere, la decisione presa dal Governo due giorni fa è del tutto e per tutto una decisione POLITICA. Non certo finanziaria. Ed è una decisione politica tanto grave quanto grave è la situazione campana. Una decisione politica che tiene conto solamente di una tanto labile quanto astratta “ragion finanziaria”, ma che in realtà nasconde un ben più grande e vergognosa Ragion di Stato.

Perchè la verità a volte è drammatica tanto quanto è semplice. Istituire infatti un registro tumori in Campania (ammesso che svolga il suo ruolo in maniera imparziale e scientifica), vuol dire scoperchiare il vaso di Pandora. Ma non solo per la Campania, bensì per l'Italia intera.

Ed è Ragion di Stato perchè se si accertassero correlazioni, tanto scomode alla politica, tra una certa gestione dei rifiuti, una certa gestione dei siti di stoccaggio, compostaggio e smaltimento, tra gli inceneritori e le discariche, da una parte, e l'insorgenza tumorale nelle popolazioni dall'altra, finirebbe un'epoca.
E la pacchia per chi lucra miliardi sulla morte delle persone.

Per fare un esempio: in luglio uno studio condotto dall’Istituto nazionale tumori con la Fondazione Pascale di Napoli ha dimostrato che nell’hinterland napoletano (capoluogo escluso), a Caserta e dintorni si muore di tumore fino al 47% in più che nel resto d’Italia.
Capite di cosa stiamo parlando?

Un Registro Integrato Regionale darebbe alla ricerca oncologica uno strumento utilissimo per formulare casistiche, tipologie tumorali, strategie preventive disegnate su misura per ogni singolo territorio e sarebbe capace di dare risposte concrete alla domanda fondamentale di risanamento ambientale e sanitario.

Invece si dice di NO!

L'Art. 32 della nostra Costituzione, pone nella pietra un principio SACRO, inviolabile e incomprimibile. Quello alla Salute. Forse il primo, in ordine di importanza, tra quelli individuali.
La salute, in quanto indispensabile presupposto per il godimento di tutti gli altri diritti costituzionali, costituisce un diritto fondamentale, la cui lesione impone il risarcimento del danno.

Ah ah, beccati!

Ecco quali sono i VERI soldi che il Governo vuole risparmiare! Ecco qual'è il vero DISAVANZO finanziario che verrebbe causato dall'istituzione di un registro tumori!! Perchè aprendo il vaso di Pandora, ad essere coinvolti nella girandola delle responsabilità sarebbero tutti: ASL, aziende private di smaltimento, amministrazioni comunali, provinciali e regionali, partecipate, consociate, imprese di gestione dei trasporti, del controllo della sicurezza degli impianti, enti di controllo territoriali (come l'ARPA), privati cittadini, industrie e installazioni produttive, aziende o partecipate per il riciclaggio e/o lo stoccaggio, funzionari pubblici (come tecnici comunali, o vigili urbani o responsabili provinciali e regionali), funzionari delle forze dell'ordine, magistrati, commercialisti, avvocati, ingegneri, architetti, notai, perfino contadini. Ci sarebbero tutti. Nessuno escluso.

Vi chiederete: e la camorra? Sarebbe superflua nominarla, quando lo si è già fatto chiamandola con altri mille nomi.

Ma non era “tecnico” questo Governo? Eppur che decisione POLITICA si è assunto la responsabilità di prendere! Ah, già, ma formalmente la sua “presa di posizione” è di natura eminentemente tecnica, per meglio dire finanziaria! Come a voler dire che un Governo tecnico, solo di valutazioni del genere, in quanto tecnico appunto, può assumersi la responsabilità. Che poi tali decisioni abbiano un peso politico enorme, beh, quello è solo un dato incidentale della tecnicalità dell'intervento.

Misteri della politica tecnica.

Va da sé che comunque qualora l'operazione “morbida” alla Corte Costituzionale non dovesse andar a buon fine, ci sarà sicuramente qualcuno che saprà trovare soluzioni alternative affinchè non si apra quel coperchio maleodorante che è l'immondizia campana e tutti i suoi corollari nazionali. E anche se la legge che istituisce il registro tumori dovesse esser dichiarata legittima dalla sentenza della Corte Costituzionale, si troveranno mille maniere per non farla funzionare come dovrebbe.

Ma sarebbero soluzioni decisamente più da “lavoro sporco”. E di soluzioni, il potere, ne trova sempre quante ne vuole, il più delle volte a margine o fuori dalla legalità ufficiale.
Proprio lì, si!, dove comincia quella Ragion di Stato che evidentemente di ragione ha veramente poco, e di Stato ha solo quello di alterazione della coscienza.



(Francesco Salistrari)


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