martedì 28 febbraio 2012

Game Over.


La Sinistra italiana.
Praticamente un ossimoro.
Perchè sono decenni che Italia e Sinistra sono due termini che si annullano a vicenda.
Come moltiplicare un numero per zero.
Il risultato è sempre zero. Qualsiasi sia la consistenza del numero.
La Sinistra italiana.
Una locuzione che fa rabbia. Accompagnata ad un senso di quasi totale disgusto. Per non dire di peggio.
La Sinistra italiana, negli ultimi trent'anni (per essere davvero buoni e non eccessivi), è stata la principale responsabile del declino economico e sociale di questo paese. Ed ha sulle spalle una responsabilità storica gravissima. Indelebile. Innegabile.
Chi nega alla Sinistra Italiana, all'attuale PD (figlio di alchimie politico-ideologico-elettorali di varia natura), ai vecchi DS, PDS, Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani e galassia partitica discorrendo, tale responsabilità lo fa per faziosità, per interesse, per tornaconto politico, per miopia politica, per incapacità, per disinformazione, per innocenza romantica, per cerebrolesi acquisita. Perchè è assolutamente innegabile che le radici dei mali italiani debbano ricercarsi essenzialmente nelle politiche e nelle posizioni, nelle scelte e negli atti legislativi posti in essere dalla Sinistra Italiana in trent'anni di governo (o opposizione).
A cominciare dall'assoluta incapacità a porsi davvero come alternativa di governo (e soprattutto come sistema di pensiero antagonista) della destra. Incapacità palesatasi evidentemente in 17 anni di governo berlusconiano (dal 1994).
La Sinistra Italiana è stata corresponsabile, attrice e protagonista, delle famose “privatizzazioni” italiane. Privatizzazioni (così come sono state fatte) che in qualunque altro paese del mondo verrebbero chiamate con il nome che meritano: “svendite”, “regalie”. Le principali aziende dello Stato sono state letteralmente regalate ai privati senza nessuna garanzia, sia in termini di efficienza, di tutela dei posti di lavoro, dell'abbassamento dei costi dei servizi. E lo Stato Italiano, con l'allora governo di centro-sinistra in carica, ha permesso che queste aziende venissero spolpate, indebitate, destrutturate, che venissero licenziati migliaia di lavoratori. Il tutto a vantaggio dei nuovi consigli di amministrazione e a danno della qualità dei servizi con un incremento delle tariffe ingiustificabile e ingiustificato.
La Sinistra italiana è stata responsabile della riforma del mercato del lavoro nella direzione della precarizzazione dei contratti (il famoso pacchetto Treu), riforma che ha dato il via alle successive modifiche (legge 30) e che, di fatto, ha sancito l'introduzione della precarietà nel mondo del lavoro italiano, rendendo precaria la vita a milioni e milioni di italiani, barbarizzando i luoghi di lavoro, diminuendo le tutele. Si sostenva (e si sostiene, sic) che una maggiore flessibilità del lavoro era esattamente quello di cui le aziende italiane avevano bisogno per competere sui mercati globali. La flessibilità (alias precarietà) sarà il volano su cui verrà rilanciata l'occupazione (soprattutto giovanile), l'economia ed il tessuto produttivo nazionale. Quante volte lo abbiamo sentito?
Salvo poi oggi risvegliarci da questa fiaba (dell'orrore) con un tessuto produttivo, industriale e sociale completamente devastato. In cui l'occupazione non solo non è cresciuta, ma è aumentata la disoccupazione, il lavoro nero, il lavoro sottopagato, il caporalato, lo sfruttamento della mano d'opera straniera. Una realtà in cui l'industria italiana è stata sventrata dalle politiche di “delocalizzazione”, di “just in time” ecc, e in cui a farne le spese sono stati milioni di lavoratori italiani e le piccole aziende degli indotti.
E tutto nel silenzio generale di una Sinistra che ha avviato queste politiche.
La Sinistra italiana è stata la prima a introdurre una riforma della scuola (riforma Berlinguer), la cosiddetta riforma dell' “autonomia scolastica”, che ha dato il via libera a tutta una serie di riforme successive (ma in quello stesso solco ideologico) che hanno completamente mandato all'aria la scuola italiana che, oggi, è una delle peggiori tra quelle dei paesi dell'Ocse. Una vergogna. Gravissima. Tanto grave quanto in gioco c'è il futuro complessivo del paese.
La Sinistra Italiana è stata responsabile dell'entrata nell'euro. In questo sistema di unione Europea. A questi patti. Con queste regole. Una responsabilità storica inaccettabile. Una miopia politica inconcepibile, direi tragica. Perchè oggi a pagare le conseguenze disastrose di quelle scelte, imposte da interessi finanziari e bancari, sono i popoli europei. L'incapacità a distaccarsi dalle lobby bancarie (“abbiamo una banca!”, sic e ancora sic) e finanziarie, dagli interessi globali delle multinazionali, l'incapacità a prospettare e progettareun impianto europeo diverso, sociale, si paga oggi su una politica europea dominata dalle scelte della Banca Centrale e dal Fondo Monetario Internazionale, dalla preponderanza dell'economia tedesca, dall'invadenza francese, dai circoli elitisti europei e mondialisti.
La Sinistra italiana (ed in questa dimensione, la Sinistra europea) ha completamenteabdicato.
Per decenni si è completamente impantanata, ha perso il suo orizzonte culturale, le sue radici storico-sociali ed ha completamente smarrito ogni capacità a proporre un modello alternativo di società e di produzione, di consumo e distribuzione della ricchezza e si è eclissata nell'inseguire politiche centro-destrorse di tacheriana memoria.
E' ipocrita continuare a non ammetterlo: la Sinistra Italiana (ed europea) si è svenduta, al miglior offerente, in cambio della possibilità di guidare (nel gioco dell'alternanza degli schieramenti, ma non delle idee) i propri governi di riferimento. Piegandosi (e umiliandosi) alle politiche imposte dal mondo della finanza e delle multinazionali.
L'eredità che in questi ultimi trent'anni viene lasciata alle future generazioni, è pesantissima.
E recuperare il terreno perduto, sarà come ricominciare daccapo.
Il tutto potrà avvenire solo in un modo: il risveglio autonomo dei popoli.
Solo attraverso lo sganciarsi delle componenti sociali dalle forme di rappresentanza tradizionale (partitica) e il sorgere di nuove forme di aggregazione ed elaborazione politico-culturale potrà essere in grado di spezzare l'illusorio gioco dell'alternanza democratica in un sistema che, di democratico, ha ormai ben poco.
A futura memoria.
(Francesco Salistrari)

lunedì 27 febbraio 2012

Tiriamo lo sciacquone.


Non basta un'aspirina o qualche altra medicina per mandare via il dolore.

Non c'è cura per il dolore che sento dentro, guardandomi attorno, seguendo le notizie, ascoltando commenti, leggendo provvedimenti, proposte di legge, finanziarie, tagli, riforme.

E' un dolore lancinante allo stomaco, con uno strano retrogusto alla bile.

E' il dolore di vedere nel futuro dell'Italia un'altra stagione del terrore, con bombe ed attentati, con morti e scontri in piazza, con arresti e processi sommari, con la restrizione delle libertà, le nostre, quelle costituzionali.

Non vedo altra via, purtroppo.

Perchè non è possibile sperare che le cose migliorino se a governarci, senza peraltro mandato elettorale, sono proprio coloro che questo sconquasso economico hanno creato. I vari Monti, Passera e compagnia bella, sono i banchieri di oggi di ieri e purtroppo di domani. E il domani del paese non è certo roseo in mano a questa marmaglia di finanzieri d'assalto e a quei quattro truffaldini scaldapoltrone scansafatiche ladri e condannati dei parlamentari che i partiti hanno eletto.

L'anno prossimo, l'anno delle elezioni (saranno davvero libere??), saremo come la Grecia oggi, falliti, prostrati, con milioni di posti di lavoro in meno, con fallimenti aziendali multipli, con disordini sociali sempre più gravi. Sarà veramente dura per tutti.

E se si continuano a sperperare i soldi pubblici come si sta facendo (altro che il governo dell'austerità!) in caccia bombardieri, TAV e altre opere pubbliche inutili dannose e diseconomiche, se si continuano a regalare vitalizi d'oro, doppi stipendi e tutto il resto, se si continuano a tenere in piedi carrozzoni sprecasoldi come le Province, come le Comunità Montane, senza nemmeno tentare di renderle efficienti, o miliardi e miliardi nella Sanità buttati per la gestione pedestre, mafiosa e clientelare che ne hanno fatto per decenni e decenni questi scellerati partiti di merda, cosa vorremo aspettarci dalle prossime elezioni? Cosa aspettarsi da questa classe politica che protegge condannati, prescritti, mafiosi conclamati dietro finte guarentigie parlamentari che erano previste in Costituzione per difendere la libertà di parola e di pensiero dei parlamentari da eventuali attacchi alla democrazia e che invece, usate in questa maniera criminale e amorale, sono diventate esse stesse attacchi alla democrazia?

C'è bisogno di far pulizia, evidentemente. Perchè, non è possibile affidare ancora le sorti dell'Italia a chi il Paese l'ha spolpato, denigrato, umiliato, impoverito. A chi ha destrutturalizzato il tessuto sociale con leggi criminali come la legge 30 (o legge Biaggi) solo per far comodo a industriali, imprenditori e mafiosi.

Basta!

Basta queste facce da cazzo che pretendono anche di venirci a spiegare il perchè dell'attuale situazione.

Non c'è nulla da spiegare.

Vi dovete solo togliere dai coglioni e dare a gente onesta e capace la possibilità di governare questo paese, finalmente, nell'interesse di tutti e non di questi quattro capitalisti ricconi arraffoni e assistiti dallo Stato.

L'Italiano deve arrivare a vergognarsi dei vari Marchionne, dei vari Moratti, Agnelli, Tronchetti Provera, dei Benetton, dei Garrone, dei Della Valle, dei Mercegaglia, dei Profumo, dei Geronzi, Tanzi, Lotito, e merda discorrendo.

Dobbiamo tutti vergognarci di queste merde.

E tirare lo sciacquone dello scarico al più presto.


(Francesco Salistrari)

giovedì 16 febbraio 2012

E non c'è nulla da fare.






Sono il saprofago delle mie emozioni.

In un mondo in decomposizione,

anche il mio cuore lo è.

E non c'è nulla da fare.

Perchè ogni cosa ha un inizio...

e la sua fine.


Sento il rancido dei miei ricordi

insinuarsi sotto la pelle

famelico come la mia bocca sporca di sangue

in un giorno scurito dal velo della paura.

E non c'è nulla da fare.

Perchè il senso di tutto

è perso per sempre.


Ascolto un vento gelido

spezzarmi le ciglia

cinico com'è cinica la mia ombra

che mi segue da sempre

e ride di me alle mie spalle.

E non c'è nulla da fare.

Perchè il peggio

deve ancora venire.


Mi nutro di un senso d'esistere

che ha perso il suo senso

affamato di sazietà,

come chiunque del resto

che non sa di aver pranzato

con le proprie budella.

E non c'è nulla da fare.

Perchè la meschinità

non è stata mai rara.


Giuro che vomiterei ogni cosa

se solo riuscissi a farlo.

Ma non c'è nulla da fare.

Se ad essere avariati

siamo noi commensali.


(Francesco Salistrari)


sabato 4 febbraio 2012

Acido Muriatico.


La Grecia è al collasso economico.

La società greca è sull'orlo della disgregazione.

Per poter evitare il default, entro marzo, il paese dovrebbe indebitarsi ancora di più con un prestito da 130 mld di euro, tagliare ancora i salari e le pensioni, privatizzare per oltre 50 mld aziende e patrimoni statali.

In altre parole svendersi. Ma solo per rimandare il fallimento di qualche mese, forse un anno.

E mentre l'inflazione galoppa e salari e pensioni vengono ridotti costantemente, per i cittadini greci, per i pensionati, per gli operai, per la classe media spazzata via, poco importa se il proprio paese galleggerà nella melma per un altro annetto. Perché loro, nella melma, sono già affondati.

Il crollo della società greca è solo questione di tempo. E la massiccia emigrazione che ne seguirà non sarà così diversa da tutte quelle a cui abbiamo assistito in questi anni. Niente di nuovo sotto il sole.

Quella grande frode globale che chiamano globalizzazione ci ha già mostrato di cosa sono capaci i suoi artigli quando colpiscono il corpo sociale. E i brandelli di quello che resta di nazioni, popoli, classi sociali, li vediamo vagare per le strade, pericolosi immigrati “clandestini” e “regolari” che, dicono, ci rubano il lavoro.

Quello che non ci hanno mai detto, ma che qualcuno ha ripetuto per anni, è che prima o poi, immigrati, emigranti, straccioni, morti di fame, barboni, pidocchiosi, ladri, mezzi uomini, avremmo potuto diventarci tutti quanti, qui, ora, proprio nel cuore del “grande”, “glorioso” occidente.

Il mondo in cui siamo cresciuti è finito.

Abbiamo permesso che un miserabile, quello si, 1% di potenti si prendesse tutto. Abbiamo permesso che le multinazionali controllassero il mercato, tutto il mercato, ogni cosa, comprese le nostre vite. Abbiamo permesso che tutto ciò che ci apparteneva come patrimonio collettivo, le aziende statali, il territorio, i boschi, perfino l'aria, venisse svenduto ai capitani di ventura di questo capitalismo di rapina. Come se il capitalismo non l'avessimo mai conosciuto. Come se non avessimo visto di cosa fosse capace. Come se l'Ottocento fosse solo una fiaba paurosa per bambini.

Abbiamo permesso che le menzogne che ci hanno raccontato in tutto questo tempo, sembrassero verità.

Amici, di viaggio e di sventura, compagni e camerati, chiunque voi siate, insieme, stupidamente e supinamente, abbiamo perso.

E' però arrivato il momento in cui dobbiamo renderci conto che il mondo ha assoluto bisogno di pulizia.

Noi o loro. Ma badate, anche chi tiene le fila del gioco si rende conto di questa necessità!

Allora, cosa volete essere?

I ratti e gli scarafaggi che i ricchi spazzeranno via dai propri pavimenti?

O l'acido muriatico del nuovo millennio?

Sta a noi decidere cosa essere.

E' sempre stato così, in realtà.

Anche se ci hanno detto di no.


(Francesco Salistrari)

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