lunedì 22 novembre 2010

Luce Sfuggente.












Sono luce sfuggente,

d'infinito mi tingo,

voce lontana svanita

del tuono al rumore.


Sono luce sfuggente

come chimera sospesa,

il miglio ormai giallo

come luce del campo.


Sono irto sentiero

enigma arcano dell'uomo,

giunto in un dove

andare o tornare?


Sono luce sfuggente,

d'incanto svanisco,

ristretto è il cammino

del mio cuore le chiavi.


Sono parole sospese,

su un lago distante,

Sono luce sfuggente,

inutile è il corrermi incontro.


(Francesco Salistrari, 2010)


venerdì 12 novembre 2010

Una semplice lametta per capire il mondo.


Se fossimo in un mondo civile, la politica sarebbe la più nobile della attività umane. Sarebbe l'impegno da parte del singolo per il miglioramento della vita della comunità.

Il denaro e gli interessi l'hanno resa tra quelle più sporche, dannose, controproducenti.

Laddove c'è da fare una scelta politica, c'è sempre la magagna. E tutto quello che di buono viene fatto, il più delle volte o è il frutto di sinceri filantropi illuminati, o nasconde comunque qualcosa di losco.

Nel senso comune ormai politica significa altro. Significa raccomandazione, influenza, prestigio, ricchezza, “amicizie”, ruberia, inganno, mistificazione. La connotazione tutta positiva che il termine avrebbe dovuto acquisire con il progresso (non solo materiale) della società, è stata travisata dai fatti, dalle condotte, dalla storia.

Ed è triste constatare come lo strumento designato a rendere via via la vita sul nostro pianeta sempre più agevole e divertente, sia invece diventata la causa principale di tutti i danni e le storture del nostro vivere assieme.

Il denaro ed il sistema ad esso sotteso sono diventati una mostruosa deformazione della realtà, che rende la vita dell'essere umano completamente innaturale e condizionata da una straripante stupidità. Per denaro vengono commessi i peggiori crimini che si possano immaginare, vengono prodotti i maggiori danni all'ambiente, alle altre specie viventi, alla stessa salute umana.

Il problema è di ordine non solo pratico, ma anche semantico. Il denaro da mezzo di scambio e agevolazione delle transazioni economiche, è diventato LA transazione economica di per sé. In altre parole, l'utilità della transazione economica non deriva, come dovrebbe, dalla transazione in sé, ma dalla capacità di apportare vantaggio monetario. In definitiva il denaro è diventato il fine unico e totalitario della transazione, non bensì il mezzo attraverso il quale favorire quest'ultima. L'accumulazione di denaro, consente di acquisire potere politico, decisionale e condiziona pesantemente il progresso e lo sviluppo delle società umane.

Faccio un esempio.

Se inventassimo una lametta capace di durare per sempre sarebbe assolutamente inutile dal punto di vista economico. Perchè qualsiasi produttore di lamette perderebbe interesse a produrre. Una volta soddisfatta la domanda, in altri termini, verrebbe a mancare la necessità di produrre lamette. Ecco che allora il sistema economico, per sua struttura, consente lo sviluppo di quelle tecnologie capaci solo di produrre vantaggio economico, frenando e accantonando tutte quelle che tale vantaggio negherebbero. Così, sempre per restare nell'esempio, il sistema del denaro permette, anzi incoraggia, lo spreco di risorse per la produzione di qualcosa che semplicemente smetterebbe di dover essere un'esigenza. Risorse che altresì potrebbero essere investite in altri settori e in altre tecnologie.

La lametta è l'esempio banale della mostruosità e dell'inutilità, della stupidità e dell'irrazionalità, del nostro modo di produrre e consumare.

Vi invito a pensarci. Soprattutto quando pensate al denaro come vostra e unica meta da raggiungere nella vita.

Una meta che moltiplicata per sei miliardi di esseri umani, ci sta portando al fallimento, non già alla vittoria.


(Francesco Salistrari, 2010)



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