mercoledì 29 luglio 2009

Apatia e rassegnazione.


L'arroganza del potere è spaventosa, incute timore, annichilisce la povera gente. La stessa gente sulla cui testa passa di tutto, che non vede, che non sa e non conosce gli intrighi, gli accordi, le decisioni, quelle pesanti, quelle che determinano il destino di milioni di cittadini inconsapevoli. Siamo sempre alle solite. Ogni giorno questo potere ci umilia dai suoi schermi televisivi e dai suoi giornali con notizie false, mezze verità e omissioni. Ci imburra le porcate più schifose e ci illude di prospettive che le stesse politiche sottese non ci garantiranno mai. Ci maltratta con il bastone mettendoci davanti al naso la carota di turno. E siamo sempre alle solite, ogni giorno, ogni istante. E questo spettacolo va avanti da troppo tempo per essere sopportato ancora, ma ce ne stiamo zitti zitti, servili, rassegnati, umiliati sempre di più dalle menzogne e dalle promesse di questa politica, di questo potere disumano e antidemocratico. Viviamo in un periodo di rassegnazione, di rinuncia, di sconfitta, di apatia e tutti gridiamo al ladro quando si parla di un politico, nei discorsi quotidiani, facciamo gli schifati e gli arrabbiati solo a parole, restandocene seduti dinnanzi alle nostre belle televisioni a farci scaricare tonnellate di merda in faccia senza dire niente. Non ci lamentiamo nemmeno più della puzza, ma continuiamo a spalmarci addosso questa merda come se fosse fango termale curativo. Siamo rassegnati, disgustati dai partiti, ma continuiamo ad andarli a votare nonostante la presa per il culo di una legge elettorale antidemocratica e fascista. Avete mai sentito parlare del “listone” fascista? Fu la prima (e ultima, sic!) vittoria elettorale “democratica” del fascismo, nel 1924, e il c.d. “listone” era molto simile alle liste elettorali compilate oggi dai partiti e fatte votare ai cittadini senza che questi ultimi possano scegliersi i candidati. Ecco com'è ridotta la nostra democrazia. E noi zitti sotto, a non dire niente. Del resto, i meet-up di Grillo hanno raccolto migliaia e migliaia di firme in più rispetto alle 50 mila previste dalla legge per proporre un referendum, proprio per abolire il “porcellum” (definizione adottata dallo stesso principale firmatario di questo obbrobrio legislativo, Calderoli), ma niente. Le istituzioni hanno taciuto e continuano a tacere. Ma sapete perchè tacciono? Tacciono perchè siamo noi a non pretendere nulla, siamo noi ad avallare questa gente facendo finta di niente. E così non cambia niente, mai. Questa gente continua a fare il bello e il cattivo tempo mettendo a repentaglio le nostre vite con politiche ambientali disastrose, politiche dei rifiuti criminali, politiche sociali da fascismo...e noi niente. Ci dicono che gli inceneritori sono “sicuri”, che non provocano danni all'ambiente e all'uomo e mentono spudoratamente, ma benchè migliaia di esperti in tutto il mondo dicano il contrario, a Napoli, ad esempio, quando venne proposto (e si sta avviando) la costruzione dell'inceneritore più grande d'Europa per risolvere il problema dei rifiuti napoletani, nessuno ha detto niente, tranne i soliti inascoltati e vituperati amici di Grillo, del suo Blog e qualche illuminato. Per il resto si continua ad andare avanti con queste politiche criminali. Ci parlano di nucleare come della svolta in materia di politica energetica nel nostro paese e sebbene avessimo già espresso il nostro parere nel referendum degli anni '80, che ha bocciato sonoramente l'opzione nucleare nel nostro paese, oggi ce lo ripropongono intonso come se niente fosse e ci dicono che “è sicuro, risolverà i problemi energetici del nostro paese, darà lavoro a migliaia di italiani” e cazzate discorrendo. E invece non è sicuro un cazzo! Nel mondo ci sono stati negli ultimi venti anni 170 incidenti nucleari accertati (quelli che non sono conteggiati in questa statistica sono coperti da “segreto militare”!).Incidenti di varia entità i cui danni non sono stati calcolati perchè gli Stati impongono il silenzio assoluto. Noi cittadini non ne sappiamo niente, perchè non siamo informati, perchè l'informazione è in mano alla stessa gentaglia che ha interesse a fare affari con il nucleare e sono la stessa gentaglia e la stessa informazione che NON ci dicono nulla su come verranno gestite le scorie radioattive prodotte dalle centrali. Scorie pericolosissime e difficili da stoccare, da mettere in sicurezza. Io dico, se già adesso abbiamo mari, laghi, fiumi intasati da rifiuti tossici e nucleari, perchè il traffico di questi rifiuti, avallato dalla politica, è in mano alla mafia propriamente detta, cosa dobbiamo aspettarci da decine di centrali nucleari tutte “italiane”? Se già adesso si affondano navi container stracolme di barili radioattivi nei nostri mari (leggete questo per esempio: http://www.zonanucleare.com/dossier_italia/navi_affondate_rifiuti_radioattivi/A_inchieste_indagini_procura.htm), cosa possiamo sperare? Non diciamo niente, restiamo indifferenti a tutto, ma la nostra salute, la vita stessa, è messa a rischio da questi criminali deliranti e noi ce ne stiamo zitti! VERGOGNA! Dovremmo vergognarci tutti per la nostra apatia, per la nostra remissione. Ci hanno smantellato lo Stato Sociale sotto il naso, tutte le garanzie e le tutele sul lavoro senza che alzassimo un solo dito. E poi piangiamo lacrime di coccodrillo per le migliaia di morti ogni anno da incidenti sul lavoro, un bollettino da guerra mediorientale pauroso. E nessuno chiede giustizia. Con lo sciopero, con le manifestazioni di massa, con le proposte legislative di iniziativa popolare, con il boicottaggio, con la disobbedienza civile. Niente! Solo piccoli gruppi, piccole realtà ammirabili e sincere, che però da sole non incidono per come dovrebbero. Qui non si tratta di “fare politica”, di interessarsi di “politica”, di cui giustamente milioni di cittadini si sentono lontani e disgustati, delusi, traditi. Qui si tratta della nostra vita e di quella dei nostri figli, del nostro futuro e del futuro stesso dell'umanità. Davvero dovremmo continuare a non fare niente? Cari giovani d'oggi, non esistono solo le droghe e le discoteche, lo shopping ed il sesso facile, il vestire bene e le auto sportive, non esiste solo il calcio e la vacanza al mare. Svegliatevi! Svegliatevi prima che sia troppo tardi per rimediare ai danni che questo potere mafioso ci sta procurando. Diamoci tutti una mossa prima che un giorno ci sveglino loro e ci dicano: “Basta sognare: il mondo è una merda!”.


(Francesco Salistrari, 2009)


Odio.














Odio tutto il male,

ma anche l’ipocrisia ed il finto bene.
Odio le opere caritatevoli
e le raccolte di fondi per i poveri.
Odio le adozioni a distanza
e i proclami sulla cancellazione del debito dei paesi africani.
Odio chi si fa paladino della pace e della giustizia
ma in realtà nasconde interessi nelle industrie militari.
Odio chi spedisce i militari a morire lontano da casa
e chi difende quelle scelte in nome di falsi proclami.
Odio chi uccide a sangue freddo
ma soprattutto il loro mandante.
Odio i governi di tutto il mondo
i loro politici e i loro portaborse.
Odio tutto questo
ma amo il mio popolo.
La gente comune, quella che si incontra per strada
e vive di poco.
Amo i genitori dei militari e i loro figli,
amo la loro innocente ingenuità
ed il loro coraggio.
Amo i poliziotti che muoiono sotto i colpi della mafia
ed odio i prefetti e i giudici corrotti che infangano il loro nome.
Odio i demagoghi
ma amo la gente ingenua che crede ai loro proclami.
Vorrei regalare a tutti un briciolo di verità.
Quella verità che fin dalla nascita nel nostro mondo falso e bugiardo ci è negata.

(Francesco Salistrari,2008)

giovedì 23 luglio 2009

Moro e il covo di via Montalcini.

Qualche tempo fa ho visto il film, "Piazza delle Cinque Lune" del regista Renzo Martinelli che esamina il "caso Moro" in una prospettiva che qualcuno ha definito "dietrologica". Non voglio entrare nel merito della questione, chè non mi interessa, in quanto l'idea che mi sono personalemente fatto sul delitto politco più importante della storia repubblicana è troppo complesso per essere argomentato in questo contesto. Quello che mi preme mettere in evidenza del film è uno spezzone molto molto particolare e che fin da subito ha stuzzicato la mia cuoriosità e la mia fantasia (dirà anche qualcuno).
Questo è lo spezzone di cui parlo:


Bene, ora proviamo a ragionare un attimo su questo spezzone.

1-Quello che si vede è INCONFONDIBILMENTE Aldo Moro, il vero Aldo Moro e non un attore. Se non lo è, è praticamente il suo sosia perfetto!
2-La foto che gli viene scattata presumibilmente è una delle prime, vale a dire una tra quelle scelte da allegare al 1° comunicato delle Br divulgato subito dopo il rapimento. La successiva, o le successive, lo ritraevano infatti con in mano il giornale "la Repubblica" del 19 Aprile 1978 allegata al comunicato n° 7 del 20 dello stesso mese, che smentisce il falso comunicato diffuso ad opera di Antonio Giuseppe Chicchiarelli, falsario della "banda della Magliana", che accreditava la morte di Moro e la "deposizione" del cadavere nel Lago della Duchessa.
3-Il luogo dove è detenuto è una stanza abbastanza ampia in cui, come si vede, trovano posto un letto (sulla sinistra dell'inquadratura), una scrivania e una sedia, lo sgabello sul quale Moro si siede e al centro tra queste ultime e il letto adagiata alla parete una cassapanca.

Detto questo analizziamo un po' la cosa. E ragioniamo per assurdo. Come potremmo fare altrimenti?
Dunque, per quanto affermato sempre dai brigatisti in prigione, ai processi e per quanto stabilito dalle stesse risultanza processuali e dalle sentenze, la prigione di Moro per tutti i 55 giorni della durata del sequestro, è stata localizzata in via Montalcini 8 a Roma, in una intercapedine ricavata nell'appartamento, intercapedine non più larga di 90 cm e lunga all'incirca 3 metri (così è affermato da brigatisti e giudici). Ma, se ammettessimo che questo filmato è autentico, come si vede la "prigione" di Moro è molto più ampia e non è assolutamente un intercapedine ricavata in una parete. Al contrario si tratta di una stanza vera e propria.
La seconda questione è: si è mai parlato di filmati girati dai brigatisti al "loro" prigioniero?
Si, il capo delle Br, colui che gestì praticamente tutta "l'operazione Moro", Mario Moretti, lo ha ripetuto più volte. Nella "prigione" era installata una telecamera a circuito chiuso che filmava il "detenuto". E questo è stato ripetuto e affermato da svariati altri brigatisti tra i quali, ricordo, Bonisoli. Quindi è presumibile che lo spezzone che abbiamo appena visto possa essere un "estratto" di quei nastri e che, non si sa come, è venuto in possesso del regista Martinelli. Sarebbe bello poterlo chiedere direttamente a lui. Chissà, potrebbe leggere questo post e rispondere!!
Facezie a parte, ammettendo che questo spezzone sia autentico, che provenga da uno dei nastri registrati dai brigatisti, verrebbero confermate alcune tesi circolate sia durante i processi che in numerosi scritti, libri e articoli sul delitto Moro negli anni successivi alla faccenda. Vale a dire che il "covo" nel quale il povero presidente della Dc è stato tenuto segregato, non è quello di via Montalcini 8 o non è stato solo quello.
L'interesse su questo spezzone di filmato è di estrema importanza anche in riferimento al fatto che, in contrasto con quanto affermato per decenni dagli stessi brigatisti, anche l'autopsia sul corpo del leader Dc aveva accertato come il corpo dell'On. Moro fosse in perfetto stato di salute, non presentava anchilosi muscolo-scheletrica e ciò testimoniava come egli non fosse rimasto costretto in un luogo angusto di soli 3 m x 90 cm per 55 giorni consecutivi. Testimonia in altri termini il fatto che almeno in un periodo il presidente Moro fu tenuto in un covo che non è via Montalcini e tantomeno un'intercapedine ricavata nella parete dell'appartamento individuato e indicato dai terroristi. Quale?

Ho voluto rendere partecipi, quanti leggeranno questo post, di questa curiosità, diciamo, "storica" e che getta una luce particolare su una delle vicende più torbide della nostra storia. Infatti se ammettessimo l'autenticità di questo spezzone di filmato, dovremmo anche ammettere che non tutto delle carte, dei documenti, delle registrazioni e dei filmati nelle mani dei brigatisti che non è stato reso pubblico è andato distrutto, così come affermato dai tribunali, dalle commissioni parlamentari, dai carabinieri e dai brigatisti stessi. Infatti, in merito a questi materiali, si è sempre detto che il "memoriale di Moro" ritrovato nel covo di Via Monte Nevoso a Milano nel 1978 e successivamente nel 1990 sempre nello stesso covo in un'altra famosa intercapedine durante lavori di restauro fosse palesemente incompleto. Gli interrogatori del "prigioniero", a detta dei terroristi, erano stati registrati attraverso un "magnetofono" e poi trascritti. Prospero Gallinari (brigatista partecipante alla strage di via Fani e "carceriere" di Moro) ha affermato di essersi incaricato personalmente della distruzione dei nastri riguardanti gli interrogatori, quindi anche dei nastri video?
Non lo ha specificato. Ma, se questo spezzone presente nel film di Martinelli è autentico, significa che non è così ed esiste ancora qualcuno in possesso di questi materiali, compreso probabilmente l'intero "memoriale", in cui Moro aveva svelato alcuni tra i segreti più scabrosi del potere democristiano in Italia, come la cd "strategia della tensione", la struttura paramilitare e segreta denominata Gladio (Stay Behind) e di chissà cos'altro.
Un'altro mistero nel mistero. Filmati, scritti, lettere, registrazioni audio. Un mistero, quello dell'omicidio Moro, che non finisce mai.
Spero di vedere un giorno la parola FINE, vera, su questa triste vicenda che ha segnato per sempre la storia politica del nostro paese.

(Francesco Salistrari, 2009).


martedì 21 luglio 2009

Walter e la bella politica.

Uno come me ha combattuto la battaglia contro Berlusconi perché avvertivo, dal 1988, che Berlusconi, o meglio non Berlusconi in sé, ma una posizione di controllo dei media, era un pericolo per la democrazia italiana […] Dal punto di vista dell'assetto del sistema mi ha molto preoccupato questa progressiva trasformazione dell'informazione italiana in un dominio esclusivo” (Walter Veltroni, “La Bella Politica”, 1995).
Con queste parole il grande Walter descriveva la sua avversione a Berlusconi e al suo monopolio nell'informazione e alludeva a non meglio precisate battaglie con l'allora freschissimo ex premier appena “decapitato” dal Terrore Verde di Bossi. Con queste parole si cominciava l'avventura dell'Ulivo e del primo governo Prodi, esperienza che sappiamo com'è finita, cioè a tarallucci e vino nella bicamerale di D'Alema e Berlusconi. Esperienza che non ha assolutamente affrontato il conflitto di interessi, la legge sulla distribuzione delle quote nel mondo televisivo, la riforma della RAI, tutti cavalli di battaglia del neonato movimento prodiano e che aveva permesso ad un'accozzaglia di partiti di diventare squadra di governo.
E Veltroni, in quell'occasione era vicepremier, vale a dire uno degli uomini più importanti del governo. Quando rilasciava l'intervista testé richiamata a Stefano del Re, raccolta nel libro “La Bella Politica”, lui di bella politica sperava di farne molta nella nuova avventura ulivista. Niente di tutto questo. Il governo dell'Ulivo, dilaniato dalle divisioni interne e dagli occhiolini che venivano lanciati a Berlusconi, finì in manfrina e verrà ricordato solo come il governo che ha portato l'Italia nell'Euro. Anche in questo ci sarebbe molto da ridire sulla gestione del passaggio, i mancati controlli, i brogli, ma esuleremmo dal tema centrale di questo intervento. Dicevo, non verrà certo ricordato come il governo che risolse il bestiale conflitto di interessi esistente in Italia, unico caso nel mondo, in tema di informazione. Dunque la battaglia condotta da Veltroni, a parole si intuisce prima di arrivare al governo, dov'è finita quando alle parole potevano appunto seguire i fatti? E che fatti!
Le intenzioni di Veltroni erano chiare. Sempre dalla stessa intervista ecco cosa diceva l'ex comunista e kennediano convinto: “[...] l'obiettivo di fare, del futuro governo di centrosinistra […] il luogo della maggiore concentrazione di competenze e intelligenze di cui la politica italiana abbia mai disposto”.
Una tale concentrazione di intelligenze e competenze di cui durante gli 861 giorni di vita del primo governo Prodi non si vide traccia, se non nell'opera di qualche isolato ministro, come Andreatta (Ministro della Difesa) che adottò la riforma degli Stati Maggiori dell'Esercito e abolì il servizio di leva obbligatorio istituendo il servizio civile. Aldilà di questo non furono affrontati i problemi reali del paese, che vennero altresì peggiorati, ad esempio con l'adozione di quel complesso legislativo passato sotto il nome di Pacchetto Treu che di fatto istituì la precarietà a livello contrattuale nel mondo del lavoro italiano, completato e aggiornato alle esigenze aziendali come sappiamo dalla ben più sistematica e incisiva “Legge Biagi” varata dal successivo governo Berlusconi. Non fu modificata la legge elettorale sotto le minacce di Berlusconi, salvo poi permettere a quest'ultimo, ritornato al governo, di fare i propri porci comodi, appunto, con la “legge porcata” dell'amico Calderoli. Non fu varata nessuna riforma legislativa in materia di giustizia, permettendo di fare della giustizia, per scopi che tutti conosciamo, il cavallo di battaglia delle successive campagne elettorali e di manovre legislative dei futuri governi di Berlusconi. Fu invece approvata la riforma della scuola (Berlinguer) che avviò la distruzione della scuola italiana con l'istituzione della c.d “autonomia” nelle scuole e nelle università che determinò scempi a livello economico nelle scuole italiane tali da favorire l'emergere di scuole e università di serie A e serie B a seconda dei contesti economici regionali nei quali si trovano ad operare. Le successive modifiche dei governi Berlusconi (Moratti, Gelmini) nascono da lì, nel senso che, ad aver fatto una riforma seria e funzionale della scuola italiana, oggi non staremmo a discutere dei danni delle due benemerite ministre berlusconiane.
E ancora Walter, il grande, a decantare, parlando del futuro governo di centrosinistra: “Tengo a dirlo: possiamo davvero trasformare il territorio della politica in un regno trasparente in cui la gente sa che se un ministro parla di trasporti conosce ciò di cui sta parlando!”. E infatti Ministro dei Trasporti di quel governo, fu designato Antonio Di Pietro, illustre esperto internazionale in trasporti, luminare della materia. Mah!
Ma per tornare al tema centrale, a Berlusconi fu concesso di fare politica e dire, attraverso le sue televisioni e i suoi giornali, tutto ciò che voleva, preparando il gran ritorno al governo che dura praticamente dal 2001, a parte la piccola sciagurata parentesi del secondo governo Prodi, finito peggio del primo. Inconcludenza legislativa da primato, instabilità esasperata, numeri in senato ridicoli, ministro della giustizia a Mastella, pensa te!
Non solo il secondo governo Prodi non ha messo mano (e nemmeno accennato) alla risoluzione del conflitto di interessi, ma non ha nemmeno messo fine alla vergogna delle leggi personali a favore di Berlusconi e dei suoi “amici” in materia di giustizia, adottate ad hoc per evitarsi ed evitare loro il carcere, ma ha rifilato (sempre Mastella) il più grande indulto per numero di scarcerati (26000 circa) della storia repubblicana, e questo non per risolvere il problema del sovraffollamento delle carceri italiane, ma solo per salvare dalle galere gente come Tanzi e Cragnotti per gli scandali finanziari di Cirio e Parmalat (definiti tra i più spaventosi della storia europea) che sono costati centinaia di milioni di euro a migliaia di piccoli risparmiatori italiani che hanno visto i propri soldi evaporare come acqua o per far svanire nel nulla centinaia di processi in corso anche per reati gravi, visto che l'indulto interessò riduzione delle pene fino a tre anni!
E Veltroni in tutto questo? E' ritornato al lavoro di partito, è diventato sindaco di Roma, con esiti meno peggiori della sua esperienza al governo centrale, anche se tra qualche polemica. E la battaglia contro Berlusconi? Non era finita!
Con la sua elezione a segretario del PD, neonato partito dalla fusione dei maggiori partiti dell'esperienza ulivista, si lancia nella campagna elettorale contro Berlusconi decidendo, per non fare il suo gioco (mah!), di non nominarlo nemmeno, facendo appello ai cittadini italiani per il “voto utile”, che tradotto significa: togliere voti a sinistra e consegnare il paese a Berlusconi. Bella prova davvero Walter. Fuggito poi dai disastri elettorali del partito sotto la sua guida si è ritirato dietro le quinte, forse a vita monacale, chi lo sa.
E la battaglia contro Berlusconi? E' finita?
E' finita. E Walter ha perso di brutto.
Il problema che con lui, a perdere, è stata tutta la sinistra italiana. E si è persa anche la possibilità di creare una reale alternativa alla cricca berlusconiana, la possibilità di fare opposizione nel paese, nei luoghi di lavoro, nelle scuole. La politica del PD e di Veltroni hanno sancito l'abdicazione della sinistra a favore di una centrodestra che ha tutto della destra e poco del centro.
Poveri noi.
Povero Veltroni.

(Francesco Salistrari, 2009)

lunedì 20 luglio 2009

Commedianti e Commediografi.


Fantomatici.
E' l'unico termine che mi viene in mente per descrivere i “leader” di questa “sinistra” italiana sempre più allo sbando. Dopo il bluff del “voto utile” che ha semplicemente sancito l'uscita di scena della “sinistra radicale” (ma radicale in cosa poi?) dal Parlamento, dopo la sonora batosta a tutte le elezioni cui il PD ha partecipato con il timoniere Walter “Matthau” Veltroni e la sua “fuga” dalla Caporetto di Sardegna, il PD si barcamena nelle sue dinamiche interne per avviare le “primarie” ed eleggere un nuovo segretario. Si presenta alla porta Beppe Grillo, ex comico, ma non perchè non faccia più ridere, ma perchè il mestiere gliel'hanno fregato i politici, ben più comici di lui, e che quindi ha deciso di fare a sua volta il politico. Si presenta alla porta del PD e chiede l'iscrizione al partito e quindi alle primarie per il segretario. L'ormai riconosciutissima “democrazia interna” del PD gli nega la tessera, gli nega la possibilità di candidarsi alle primarie. E la bomba esplode. Molta parte dell'elettorato del PD, dalle pagine del blog di Grillo, si dice sdegnata per questa condotta del proprio partito e sopratutto perché completamente controtendenza ai sondaggi stilati in questi giorni (vedi l'Espresso) che davano appunto il Grillo in testa nella lotta alla segreteria.
Niente di nuovo sotto il sole dico io.
Fantomatici, appunto, come dicevo.
Fantomatica è la democrazia di un partito che si definisce Democratico con la D maiuscola, salvo poi calpestare lo stesso statuto e le regole che esso si è dato, negando l'ingresso, libero e democratico, di un cittadino italiano che attraverso il proprio spazio virtuale del blog è stato apprezzato da moltissimi italiani (il blog di Grillo è il primo in Italia per visite e iscrizioni e tra i primi nel mondo!). Un'investitura politica democratica e diretta che la rete ha palesato da molti anni ormai. Ma per il PD, Grillo è forse solo un comico, quindi da non prendere assolutamente sul serio. Peccato però che dal blog di Grillo in questi anni le campagne avviate, i progetti portati avanti, le proposte lanciate (e inascoltate), hanno raccolto un consenso di grandissimo respiro, proprio in virtù del fatto che riescono a dare risposte alle innumerevoli domande che salgono dalla società italiana. Una società in crisi non solo economica, ma anche di identità. E che vede la propria monca democrazia in mano ad una classe politica sempre più arroccata sulle proprie posizioni da “casta”.
L'autoreferenzialità palesatasi vieppiù in queste ultime vicende da parte di quella che dovrebbe essere l'opposizione democratica ad un governo in cui non si contano inquisiti e prescritti, lascia quella parte di popolazione italiana che chiede un vero cambiamento (e che è maggioritaria in Italia, checchè ne dica Berlusconi) completamente in balia di un paese governato a colpi di mano legislativi (leggi ad personam) e sotto il fuoco incrociato di un'informazione sempre più asservita al gran patron di mediaset ed esimio Presidente del Consiglio. Lasciata a se stessa soprattutto perchè, aldilà di una sparuta rappresentanza nell'unico partito di opposizione in parlamento, l'IDV di Di Pietro, l'Italia che chiede a gran voce di mandare a casa questa manica di politicanti aggrappati al potere è appunto senza voce. Come nei peggiori incubi, si trova avvinghiata ad un passato politico che non se ne vuole andare (PCI, DC vedi DS, Margherita) ma non riesce a gridare la propria rabbia.
L'italia, la democrazia italiana, sono ad un bivio. Lasciare ancora mano a Berlusconi & CO di spadroneggiare in lungo e in largo, di aggrapparsi al potere ancora più di quanto non lo siano, è un rischio pericoloso per le istituzioni, per le libertà e i diritti fondamentali, per la costituzione. Il fatto è che però, e lo abbiamo ben visto, assaggiato in tutta la sua “fragranza” con i governi Prodi/D'Alema, dall'altra parte, dalla parte di chi dovrebbe rappresentare una reale alternativa alla mafia di Berlusconi, si annida complicità con quest'ultima, connivenza, strategia quasi comune. L'odor di inciucio alle ultime elezioni vinte da Prodi, poi sfumato per non destare clamore nei propri elettori ma completamente barattato con l'assoluta inconcludenza legislativa di quel governo, le sparate di bicamerali di qua e bicamerali di là, le commissioni inciuciate, i continui richiami al “dialogo” con Berlusconi per le riforme della costituzione, fanno pensare a tutto tranne che a una vera alternativa per rilanciare questo paese allo sbando, economicamente e socialmente, sempre più razzista e retrogrado in mezzo alle strade, sempre più omertoso e trasformista nelle aule parlamentari. Ma abbiamo avuto riprova dell'inutilità completa del PD anche in questi ultimissimi anni di governo Berlusconi, che tornato al potere servitogli su un piatto d'argento da uno che di trasformismo ne sa parecchio, Mastella (ex ministro della giustizia, sic!), ha potuto fare il bello e il cattivo tempo in tutto, finanche sprofondare in uno scandalo a luci rosse degno di un film della commedia italiana anni '80 alla Montagnani, senza che il PD riuscisse ad aprire bocca e a chiedere chiaramente la fine di questo scempio. Abbandonate le piazze, abbandonata una strategia di opposizione seria, anche l'IDV di Di Pietro diventa un nemico in parlamento, nonostante gli elettorati spesso si confondano, a riprova di quanto scollata sia questa politica dalla società reale. Come dicevo all'inizio, Grillo ne è la riprova più recente.
Dunque, basta!
L'Italia onesta si è stancata di questa manfrina da commedianti, di questa quiescenza servile ad un potere arrogante ed antipatico, pericoloso, antidemocratico per storia e prospettive. Basta!
Del resto se fossimo di fronte ad una vera sinistra di governo, come negli altri paesi democratici, Berlusconi non sarebbe nemmeno in Parlamento. E' Presidente del Consiglio e questo la dice lunga su che razza di politici ci siano in Italia.
Ma siamo davvero a questo punto?

(Francesco Salistrari, 2009)

mercoledì 15 luglio 2009

Una merda col fiocco.


Sinistra di Opposizione e Partito Democratico. Cosa hanno in comune? Solo la collocazione parlamentare, appunto a sinistra dell'emiciciclo. Ma aldilà di questa mera collocazione geografica, l'unica cosa che accomuna questo partito a ciò che storicamente e socialmente ha rappresentato l'opposizione in questo paese, rimane solo la sua base elettorale. La povera gente che ha visto continuità laddove non ce n'è.
Cosa ha di Centro, allora questo PD, cosa ha ereditato dalla vecchia concezione Democraticocristiana della politica? A parte uno scolorito richiamo ai "valori cattolici", solo uomini che dall'esperienza democristiana hanno tratto il massimo insegnamento in quanto a furbizia politica, trasformismo, avversione al cambiamento.
Eppure un cambiamento sostanziale in Italia c'è stato: Berlusconi. Che ha dato prova di quanto gli italiani anelino un cambiamento del sistema politico. Purtroppo, l'illusione sta proprio in questo, di aver visto cioè una svolta laddove invece si annida il nero dell'Italia, la conservazione più retrograda, l'antidemocratismo più sfrenato, l'affarismo più svergognato. Berlusconi si è semplicemente mascherato da rinnovatore, in realtà si è portato dietro le stesse persone, gli stessi progetti, gli stessi metodi dei suoi predecessori e maestri (Craxi? ;)...
Il punto è questo: a parte grandi illustri decaduti a colpi di condanne della magistratura, la politica nostrana è sempre la stessa. Stessi uomini da un lustro, stessa ideologia, stessa arroganza, stessa impunità.
E' di questo che gli italiani dovrebbero rendersi conto, non di altro.
Il sistema di favori, la mafia, gli appalti e i concorsi truccati, le raccomandazioni, le truffe, i falsi in bilancio, il riciclaggio del denaro. Sono quelli di sempre.
Cambia solo lo stile di facciata.
Ma ad una merda potete pure mettere il fiocco, sempre merda resta.


A Beppe Grillo.

(Francesco Salistrari, 2009).

martedì 14 luglio 2009

Un nuovo partito d'opposizione? Si può e si deve.



In Italia, oggi, c'è estremo bisogno di un partito d'opposizione e non più soltanto di semplice collocazione parlamentare, ma nelle piazze, sui programmi, le proposte, gli inciuci, le corruzioni e le soverchierie di una classe politica ormai inaccettabile nel suo insieme. C'è bisogno di un soggetto politico nuovo, nelle forme organizzative e nelle strutture e negli uomini, che dia avvio ad un ricambio generazionale anche della classe politica attuale, che si faccia interprete del malcontento della gente, delle istanze di gran parte della popolazione italiana, che si faccia portavoce della migliore Italia, attorno ad un progetto che miri a scardinare completamente gli attuali, insopportabili, e obsoleti, assetti di potere.
Viviamo nell'era mafiosa di Berlusconi, del bavaglio a magistratura e informazione, dei conflitti di interesse e delle leggi su misura e non credo, non posso credere, che gli italiani continuino a dimostrarsi masochisti fino al punto di sopportare oltre l'oltraggio politico e sociale di questi ultimi decenni.
Bene, il problema non è negli italiani, ma in chi li rappresenta. E' inutile parlare qui delle centinaia di inquisiti e pregiudicati condannati o prescritti, paraculi leccaculi e arraffoni che siedono nelle aule parlamentare oltraggiando costituzione, elettori e dignità nazionali. E' inutile parlare della storia personale, mafiosa, dei vertici della politica italiana. Se Berlusconi viene votato e vince, è solo perchè in Italia, a lui, non esiste un'alternativa credibile e Prodi, l'unico forse capace di destare un minimo di fiducia l'ha infatti battuto due volte, salvo poi affossare nelle beghe di una coalizione che di condiviso, di comune, aveva solo l'attaccamento alle poltrone.
Occorre dunque fare chiarezza, adesso, e scalzare dal potere, con la forza attiva dei cittadini onesti, uno dei governi più dannosi dal punto di vista sociale istituzionale e legislativo della storia repubblicana. Un governo rappresentativo di antiche consorterie di potere che invano cercarono negli anni '70 di fare dell'Italia un nuovo Cile (P2), antidemocratico negli uomini nelle idee e nelle azioni, vergognoso per le complicità/commistioni con affari poco chiari illegali, figlio di un'ideologia che di liberale ha veramente ben poco. Ci troviamo dinnanzi all'unico governo capace di far approvare (e senza opposizione sociale!!) quasi in toto il vecchio “Piano di rinascita Democratica” di gelliana memoria, capace di denigrare uno dei poteri costituzionali del nostro paese, la magistratura, limitandone fortemente le prerogative, invadendo il campo delle sue competenze con leggi incostituzionali, con l'arroganza di un potere che tracima i limiti delle sue sfere di competenza e manda a quel paese il teorema democratico della separazione. E lo fa in modo sottile, indolore, limitando al massimo le contestazioni, grazie al controllo, militare, dell'informazione nazionale. Ma grazie anche e soprattutto alla mancanza di una vera, seria, reale opposizione politica a questo disegno di potere oltraggioso della democrazia stessa.
Non basta richiamare i problemi del paese, non basta attaccare Silvio Berlusconi in quanto tale, per fare opposizione. Non basta “non nominare l'innominato” in campagna elettorale perchè altrimenti “si fa il suo gioco!”, per essere partito d'opposizione. Non basta abbandonare le aule parlamentari per protesta e fare un favore alla maggioranza, per apparire come opposizione. Soprattutto non è con lo stesso programma di Berlusconi che si fa opposizione.
C'è bisogno di un piano generale per il nostro paese, attento ai problemi reali e non immaginari o dettati da logiche di profitto ed elettorali (vedi ponte sullo stretto o alta velocità), un programma strategico che faccia i conti con i mutamenti economici internazionali e la crisi devastante che il capitalismo sta vivendo, che, lungi dai proclami degli irresponsabili al governo, non è passata per niente ma che è solo all'inizio. Un progetto unitario che tenga conto della necessità di preservare i posti di lavoro ed eliminare completamente il precariato come nuova forma di schiavitù e mandare per sempre a fanculo lo slogan della “flessibilità” come panacea di un mercato del lavoro che va riformato, non imbarbarito. Un programma serio che non dimentichi la priorità della Guerra alla mafia, non più lotta, perchè si conoscono nomi, connessioni, connivenze, convergenze e la mafia va battuta sul terreno della repressione tout court, basta con il buonismo e il garantismo che non hanno portato a niente. C'è bisogno di una politica dell'immigrazione (non lotta!!) che accomuni sicurezza e dignità per chi arriva nel nostro paese scappando da quegli stessi inferni che il nostro stile di vita ha causato. E bisogna soprattutto impostare finalmente una seria, vera, reale politica energetica basata sulle energie rinnovabili, futuro energetico per la razza umana, mettendo al bando le idee malsane del nucleare portate avanti da questi manigoldi che ci governano. Nucleare che diventerebbe, in Italia, problema in sé solo per quanto riguarda la gestione delle scorie radioattive. Se assistiamo ogni giorno agli scempi che la mafia compie con i rifiuti “normali”, cosa possiamo aspettarci dal nucleare?
I problemi dell'Italia sono tanti e di difficile soluzione. Non esiste una bacchetta magica, ma le idee, le persone, le volontà, le competenze, ci sarebbero e andrebbero solo sfruttate.
Non è ormai più possibile affidare le nostre vite a gente di malaffare come Berlusconi, D'Alema e compagnia discorrendo.

(Francesco Salistrari, 2009).

domenica 12 luglio 2009

Le cinque Domande a Napolitano

Cinque Domande

Rispondendo ad un'iniziativa avviata dal blog di Beppe Grillo, anche se in ritardo, ho voluto anch'io inviare al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, le cinque domande sul Lodo Alfano che garantisce l'improcessabilità delle, appunto, cinque cariche dello Stato.
Ho inoltrato la mia email, con un piccolo preambolo, che qui di seguito pubblico integralmente:


Da ex comunista e garante della democrazia ci si sarebbe aspettato di
meglio da Lei, signor Presidente.
In collaborazione con la Rete di Beppe Grillo, i meet-up e tutti i
cittadini liberi (e pensatori) di questo paese, Le invio cinque domande
cruciali per giudicare il suo operato come Presidente di una Repubblica che
si definisce democratica (ma lo è davvero?). Non sono domande capziose e
soprattutto non rispondono a nessuna ragione di parte (politica), nè
tantomeno sono un attacco diretto alla Sua persona, ma rappresentano una
presa di coscienza collettiva in merito ad una questione molto grave:
l'arroganza del potere che Lei e la classe politica che l'ha eletta, tutti,
rappresentate. Un'arroganza ancora più insopportabile se accompagnata, come
è, dall'impunità di fronte alla legge che Vi siete costruiti intorno. Ma
chi rappresentate realmente? Il popolo Italiano? Non bestemmiamo. Il popolo
si lascia sottoporre ai processi, si fa condannare e sconta le sue pene (le
carceri sono stracolme di cittadini condannati o in attesa di giudizio).
Allora, chi rappresentate?
Personalmente, non mi sento rappresentato. E fintato chè non sarà varata
una VERA legge elettorale che ci permetta di sceglierVi, fintanto che non
sarà impedito ai pregiudicati di sedere in parlamento (o addirittura fare i
ministri!!), fintanto che non sarà approvata una legge che istituisca la
REVOCABILITA' delle cariche parlamentari anche prima della scadenza del
mandato, io, da cittadino schifato e stanco di collaborare con questa
sporca classe politica, di cui Lei (e mi dispiace immensamente dirlo) è il
massimo rappresentante, NON ANDRO' a VOTARE e mi negherò uno dei più
importanti diritti che i miei nonni, con il sangue della resistenza, si
sono conquistati anche per me, per noi.
La saluto, amareggiato e sconfitto,
suddito Francesco Salistrari (Cosenza)"
Le cinque domande sono queste:

PRIMA DOMANDA: Perché ha firmato il Lodo Alfano che consente l'impunità a Silvio Berlusconi nel processo Mills?
SECONDA DOMANDA: Perché non si è auto escluso dal Lodo Alfano dato che non risultano reati a lei imputati?
TERZA DOMANDA: Perché ha firmato il Lodo Alfano in un solo giorno quando invece poteva rimandarlo alle Camere?
QUARTA DOMANDA: Perché ha firmato il Lodo Alfano senza consultare la Corte Costituzionale per un parere preventivo?
QUINTA DOMANDA: Perché ha firmato il Lodo Alfano sapendo che in precedenza era stato bocciato dalla Corte Costituzionale il Lodo Schifani che del Lodo Alfano è una fotocopia?

sabato 4 luglio 2009

Associazione a delinquere




I signori d'Italia ci guardano dall'alto con aria schifata. Fanno di noi dei piccoli burattini da dare in pasto ai leoni quando non serviamo più, ci usano come pedine sacrificabili nelle tattiche politiche ed economiche, ci buttano addosso i danni provocati dai loro debiti, fanno di noi la carne da macello da consumare nelle occasioni.
Siamo alla mercé di una manica di ladri, truffatori e mafiosi di ogni sorta, che dall'alto del proprio potere rimane impunita di fronte alla legge, alla morale e al senso comune. La politica oggi viene considerata, un po' da tutti, sporca, infingarda, collusa con la mafia, traffichina, arruffona. Ma alle parole non segue nessun fatto, perché aldilà di uno sterile astensionismo elettorale (pur se sempre più marcato) la gente comune continua a votare (a occhi chiusi, turandosi il naso o facendosi promettere qualcosa) gli stessi personaggi che per anni e anni ha rovinato l'Italia. E così ci troviamo a Presidente del Consiglio un uomo come Berlusconi, plurindagato in migliaia di processi per corruzione, falso in bilancio, concorso in associazione mafiosa, tangenti, malversazione, distrazioni di fondi, esportazione illecita di capitali, evasione fiscale ecc. ecc. La sequela di leggi-vergogna approvate dai suoi governi per evitargli il carcere, sebbene palesemente evidenti agli occhi di tutti i cittadini italiani, non hanno mai causato uno spostamento di preferenza nei confronti del presidente del Milan, che anzi, negli anni ha accresciuto il suo potere e rafforzato il suo partito Forza Italia e soprattutto il suo patrimonio personale (7° posto nella classifica degli uomini più ricchi del mondo). Aldilà di qualsiasi considerazione politica, che non mi interessa, sarebbe oltremodo necessario sollevare una questione morale, perché se Berlusconi è ancora al suo posto nonostante i tanti processi a cui è stato sottoposto negli anni (e in alcuni dei quali è stato prosciolto per prescrizione dei reati, peraltro accertati!)lo si deve al cosiddetto Lodo-Maccanico, alla legge ex-Cirielli e a tante altre modificazioni normative che hanno permesso la quasi totale impunità dell'emerito Cavaliere.
Se poi si analizza la posizione di potere acquisita dal Signor Berlusconi attraverso la proprietà di Mediaset e del comparto editoriale-audiovisivo a essa collegato, della Mondadori spa e tutte le collegate (giornali compresi) e l'occupazione politica della Tv di stato (RAI), senza che per questo sia mai intervenuta una normativa atta a limitare il palese e mostruoso conflitto di interessi venutosi a creare con la sua “discesa in campo”, si pone un problema gravissimo di democraticità del sistema Italia e di un corretto funzionamento e utilizzo delle sue Istituzioni. Non è chi non veda, infatti, come un Presidente del Consiglio proprietario di molteplici mezzi di informazione di massa, di moltissime società quotate in borsa, di molteplici attività economiche, possa operare imparzialmente tutte le scelte politiche che una carica di Governo così rilevante gli assegna. Non è possibile riscontrare SEMPRE nella condotta politica dei suoi governi l'imparzialità che è doverosa (costituzionalmente) per le scelte che essi sono chiamate a compiere. E voglio essere buono. Perchè a ben guardare le politiche portate avanti dalle maggioranze di Centro-Destra in questi anni, l'imparzialità è l'ultimo principio al quale tali maggioranze si sono ispirate. Basti pensare alle leggi sulle televisioni (Gasparri) per rendersi conto di quello che sto affermando.
Detto questo, come non vedere che un Presidente del Consiglio, le cui originarie fortune economiche sono velate dal fumo polveroso di un oscuro passato e di rapporti con Cosa Nostra (vedi caso Mangano, Dell'Utri, Cuffaro ecc.), non possa rappresentare, come dovrebbe costituzionalmente, tutti i cittadini di questo paese e garantire l'imparzialità, la libertà di ognuno di noi.
Del resto non bisogna stupirsi. Abbiamo avuto per 7 volte Presidente del Consiglio (oltre alle innumerevoli cariche ministeriali) un personaggio come Giulio Andreotti, imputato come mandante dell'omicidio del giornalista Mino Pecorelli e di altri omicidi illustri degli anni bui del nostro paese, imputato e non condannato per associazione mafiosa solo perchè il reato era prescritto, vale a dire scaduti i termini per consentire il luogo a procedere nei suoi confronti. Assunti come reali, continuati e fruttuosi i rapporti di Andreotti con boss della mafia come Bontate, Badalamenti, Riina ecc, accertati colloqui, incontri, e connivenze soprattutto in merito all'omicidio dell'ex governatore siciliano Piersanti Mattarella, non può certo considerasi imparziale il giudizio che tutta la stampa di destra e parte della “sinistra” governista (Ulivo, Ds, Udc) ha prodotto in merito ad un'assoluzione nei confronti di Andreotti per i fatti di mafia contestategli che in realtà non esiste. Prescrizione, non assoluzione. Eppure, Forza Italia, An e i partiti dell'allora governo, noti esponenti del centrosinistra e i suoi maggiori partiti, hanno espresso le loro rallegranze in svariati modi per la non incriminazione del Senatore a vita. Eh, si perchè adesso Andreotti per i suoi alti meriti politici e istituzionali, sebbene colluso con la mafia, siede tranquillamente in Senato con molti suoi altri colleghi già inquisiti, condannati, prescritti, prosciolti.
Come non si fa a vedere quanto bassa sia questa politica italiana, quanto sporca, oscura, puzzolente del tanfo della mafia, dei traffici, delle truffe, delle tangenti, delle corruzioni, della pedofilia, della droga?
Come si fa a non incazzarsi di fronte al menefreghismo nei confronti dei reali problemi della gente? A non notare come soluzioni legislative approvate, seppur utili, vengono completamente inficiate dalla condotta di questi signori, dai collegamenti con la criminalità, dalle irregolarità continue nelle amministrazioni, dai tribunali corrotti, dai pm collusi e amici dei politici e con la mafia, dai pm onesti messi da parte dalle gogne mediatiche e politiche (De Magistris, Forleo, Woodcock, Caselli), dai pm onesti trucidati dalle bombe e dagli attentati (Chinnici, Borsellino, Falcone ecc.), dalle migliaia di poliziotti e carabinieri mandati al macello senza tutele e organizzazione, dai carabinieri e poliziotti (agli alti livelli) corrotti talpe spie della criminalità?
E noi qui, zitti, continuiamo a lavorare come se niente fosse. Eppure sentiamo il peso delle tangenti e delle raccomandazioni sui nostri progetti, sogni, speranze, investimenti. Eppure vediamo i nostri risparmi andare in fumo nelle truffe di finanzieri senza scrupoli e di banche criminali. Eppure sentiamo tutti i giorni la difficoltà di trovare un futuro ai nostri figli. Sentiamo ogni istante il peso di un paese che non funziona e che ci fa morire in ospedali controllati dalla mafia, da medici mafiosi e governatori regionali altrettanto mafiosi (pensate all'omicidio Fortugno, all' “onorevole” Cuffaro, all'Angelucci delle cliniche private, all'ex Ministro Sirchia). E intanto i bilanci delle amministrazioni locali vanno in tilt, perchè a gestirli è gente di tal fatta e noi paghiamo le tasse, mentre loro le evadono (200 miliardi di euro di evasione all'anno!!). E intanto siamo costretti a lavorare in nero per aziende molte volte in mano alla mafia (il 32% della ricchezza nazionale, il PIL, è dovuto a lavoro nero), senza tutele, senza controlli e moriamo ammazzati peggio che giustiziati da killer a pagamento sui cantieri non a norma, facendo orari disumani, schiacciati dal peso di un mercato del lavoro completamente fuori controllo. Moriamo sulle strade costruite male e con asfalti e materiali scadenti, perchè ad arricchirsi sono sempre gli stessi: politici e mafiosi. La guerra degli appalti, delle gare truccate, gli imbrogli e i mancati controlli sui sub-appalti, sono facce di una stessa medaglia politico-mafiosa terrificante. Perchè è la politica che con legislazione pone le basi per questi imbrogli ed è la mafia che si arricchisce, e noi moriamo come agnelli al macello, senza tutele, senza santi in paradiso. Soli, nel nostro silenzio e nella nostra rassegnazione.
Moriamo per l'inquinamento dei rifiuti tossici scaricati nei nostri mari, fiumi, laghi. Moriamo per le discariche abusive che inquinano le falde acquifere, per quelle legali e non a norma, per inceneritori che provocano il cancro ma vengono dichiarati idonei e non inquinanti, sempre dalla politica.
I fiumi di denaro che circolano in tutto questo, come nei traffici di droga e armi, i cui proventi vengono riciclati dagli stessi banchieri, finanzieri che ci rubano i soldi nelle truffe (Parlmalat, Cirio ecc.), non sono un'invenzione. Come non è un'invenzione il fatto che la mafia in Italia sia la prima “azienda” per fatturato, calcolato (per difetto) in 90 miliardi di euro all'anno. Un'enormità, se si pensa che in Parlamento si è discusso di alzare le pensioni civili da 450 euro mensili a 500. Sono questi i termini di paragone. Sono questi i fatti con i quali ci scontriamo ogni giorno.
E ci fanno credere che siamo noi gli incapaci ad emergere da questo pantano. Ci fanno credere che se non riusciamo a vivere una vita decente, agiata, a farci strada in questo mondo-spazzatura, la colpa è nostra, delle nostre deficienze, della nostra incapacità.
Vi pare possibile?
Vi pare possibile che uomini come Berlusconi prendano il 55% dei voti degli italiani?
Eppure è così.
Forse vuol dire che in fondo, questa gente, ce la meritiamo.
Associazione a delinquere (definizione):associazione di persone con fini criminali.
La politica cos'è?


(Francesco Salistrari, 2009).

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